Relitti di un’umanità ferita, amata, curata

Già il titolo è di quelli inconsueti: pesci fasciati, frammenti di luce, cuciture e reliquie<+S TONDO>, uno di quelli che non strillano per accattivarsi la simpatia dei visitatori, una frase ostica, dal ritmo difficile e dal significato d’acchito un po’ inquietante, ma tant’è, non si può non ammettere che ispira un immediato senso di allarmata curiosità. Così si va a cercarla questa mostra della quale il titolo promette ma non dice, pur dicendo tanto da apparire un elenco, un indice. Si va e la si trova in uno dei luoghi più intimamente belli di Cremona, ad un passo dal Duomo, la cui facciata settentrionale si intravvede in fondo alla discesa: via Janello Torriani, un nome antico, storico adeguato ad Antichità Mascarini, uno di quegli spazi dove vai a goderti, forse unico in città, il piacere delle cose antiche, bei quadri, bei mobili, begli oggetti ed una cornice di architetture, pietre e verde, che emana fascino di per sé e qui ci trovi la mostra, anzi incontri, e ti pare una cosa nuova ed antica anch’essa, uno che conosci da sempre e che sai di non conoscere affatto: Fabrizio Merisi (...)
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