Bedriaco, un'altra storia la Vittoria non era alata

1 GEN 15
Ultimo aggiornamento: 17:2416 MAG 25
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Immagine di Bedriaco, un'altra storia la Vittoria non era alata
Da quel piccolo fondo oltre l’estremo confine di Piadena verso Calvatone, e che poco oltre il ponte romano sullo ‘scolo Delmona’ si estende parallelo allo stradino romano in località S. Andrea, ogni annata e ad ogni aratura, emergevano piccoli manufatti di terracotta, anche qualche moneta di basso conio, qualche collo di anfora.
Spesso il vomere dell’aratro frantumava ‘qualcosa’, ma non ci si faceva caso: negli anni questi reperti (se non rivoltati nella terra molle del disgelo di primavera) venivano messi da parte anche da Luigi Alovisi (Piadena 1790) così come accadeva per gli altri confinanti della Costa S. Andrea: non era proprio un tesoretto archeologico, anche se era capitato a qualcuno di trovare più di una moneta d’argento e qualche lucerna, e qualche piattino dipinto.
Che quel luogo fosse un ‘sito’ romano storicamente noto e importante e anche ‘infausto’ per le cruente battaglie di guerra civile del I° e II° sec.d.C, lo si desumeva, tra l’altri, da Tacito a Plutarco anche se vi erano approssimazioni non marginali. Ma quel 14 marzo 1836 l’aratro del contadino che coltivava il fondo per conto dell’Alovisi, affondò un po’ oltre misura rispetto alla consuetudine e radendo quasi il ciglio della strada, trasse alla luce non un frammento di terracotta, o il resto d’un vasellame sbrecciato, ma una figura intera femminile appena appoggiata su un globo, forgiata in bronzo dorato: era la Nike Aptera (La Vittoria senza ali) che avrebbe originato, dopo il restauro e i ‘completamenti’, la Vittoria di Calvatone....
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