Frate Rolando alla corte di Federico II

E' una fredda mattina di settembre del 1238. Cremona è ancora avvolta nella prima nebbia autunnale, quando Frate Rolando sale sul suo asino, nonostante il dolore che gli procura la gotta. Esce dal suo convento di San Guglielmo e si dirige lungo la strada per Brescia. Viaggia da solo, anche se da qualche mese la campagna è battuta in lungo e in largo dagli eserciti delle città ribelli all’imperatore. Deve raggiungere Brescia, cinta d’assedio dal 3 agosto dalle truppe di Federico II, dove il sovrano lo attende. Per Federico le cose si stanno mettendo male. I bresciani si stanno difendendo con i denti e con le macchine da guerra costruite dal loro ingegnere, Clamandrino, consapevoli delle conseguenze che una vittoria imperiale produrrebbe sulle sorti della Lega Lombarda. Ormai si sta avvicinando l’inverno e la pioggia rende difficoltosi i movimenti degli assedianti. Dopo qualche giorno Federico, bruciate le macchine e levate le tende...
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