Nelle sale del palazzo comunale la più grande galleria della città

Sono circa 150 i quadri che oggi, a vario titolo, trovano collocazione nelle sedi istituzionali più rappresentative. Dentro e fuori dai depositi del museo civico Ala Ponzone. Non a caso vengono definiti dagli addetti a lavori “il vivaio” della nostra Pinacoteca. E, come per qualsiasi vivaio che si rispetti, per usare una metafora calcistica, i prestiti non sono un’eccezione. Ma vi sono anche casi di reciprocità in cui il Museo ci ha guadagnato. Ad esempio nel caso del San Martino di Vincenzo Campi, la tela ritrovata da Franco Paliaga negli uffici della Prefettura, restaurata ed esposta alla mostra “Vincenzo Campi, scene del quotidiano” una decina di anni fa e poi trattenuta in deposito presso l’Ala Ponzone.
La Prefettura, a sua volta, si è “accontentata” di alcune belle tele di Antonio Rizzi. Il Ministero per i Beni culturali, in realtà, vorrebbe che almeno le opere più antiche ritornassero nelle sale di palazzo Affaitati. Ma questo spesso non è possibile. Eppoi è una tradizione consolidata ormai dai tempi delle soppressioni napoleoniche quella di far convergere nel palazzo della città le opere che provenivano dalle antiche chiese cittadine sconsacrate come San Lorenzo, San Francesco o San Domenico. In passato, effettivamente...
La Prefettura, a sua volta, si è “accontentata” di alcune belle tele di Antonio Rizzi. Il Ministero per i Beni culturali, in realtà, vorrebbe che almeno le opere più antiche ritornassero nelle sale di palazzo Affaitati. Ma questo spesso non è possibile. Eppoi è una tradizione consolidata ormai dai tempi delle soppressioni napoleoniche quella di far convergere nel palazzo della città le opere che provenivano dalle antiche chiese cittadine sconsacrate come San Lorenzo, San Francesco o San Domenico. In passato, effettivamente...
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