Sulle rive del fiume Oglio, la nostra Lilliput padana

2 MAR 14
Ultimo aggiornamento: 16:5216 MAG 25
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Le fiabe, oltre che scritte o raccontate ai bambini o agli adulti nelle stalle e nelle abitazioni sono state anche illustrate, dipinte sui muri di un palazzo cremonese in riva al fiume Oglio. Sono personaggi un po’ particolari, un incrocio fra gli gnomi raccontati nelle fiabe di Charles Perrault, i folletti di Jean de La Fontaine e, principalmente, i lillipuziani descritti da Jonathan Swift quelli raffigurati, nei primissimi anni dell’Ottocento, sulle pareti di una sala di palazzo Tanghetti già Grasselli a Monasterolo frazione di Robecco d’Oglio, meglio conosciuto come il “Castello”. Più che di un racconto si tratta di tre grandi vedute paesaggistiche nelle quali sono inseriti i piccoli protagonisti; illustrazioni che mostrano come erano fatti e cosa facevano i piccoli esseri che popolavano le “nostre terre” all’inizio dell’Ottocento.
Scene bucoliche con gnomi di razza particolare, piccoli uomini e donne vestiti alla francese, mescolati a gnomi locali con copricapi conici; paesaggi di fantasia in riva ad un fiume popolati dal piccolo popolo delle fiabe intento, in tutti i modi, a procurarsi da mangiare. Personaggi ben proporzionati nelle varie parti del corpo ma in miniatura che richiamano, per l’altezza, tra i 15 e i 20 centimetri, i lillipuziani. Un’opera, quella de “I viaggi di Gulliver” che poteva benissimo essere a conoscenza dell’artista. Ma, a differenza di Lemuel Gulliver, coloro che si trovano fuori posto, in una terra sovradimensionata rispetto alla loro grandezza, sono loro. Naturalmente, questo, anche nel rispetto della tradizione italiana. I personaggi rappresentati non possono essere...
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