San Giuseppe, nuovo splendore per la chiesetta di Isola Dovarese

28 OTT 13
Ultimo aggiornamento: 16:2916 MAG 25
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Immagine di San Giuseppe, nuovo splendore per la chiesetta di Isola Dovarese
L’antico oratorio seicentesco di San Giuseppe, a Isola Dovarese, tornerà a risplendere. La chiesetta di proprietà dell’Azienda di servizi alla persona “San Giuseppe” sarà infatti oggetto di una serie di interventi per metterne in luce l’originaria bellezza. L’ente guidato dal presidente Gianpaolo Gansi è da tempo impegnato nella ristrutturazione dell’edificio religioso, voluto nel 1668 da don Giovanni Maria Santi, che lasciò in eredità alla sorella Lucrezia l’incarico di occuparsi della cura e dell’assistenza dei poveri e degli ammalati della comunità.
Tante sono le opere già messe in campo dal Cda della casa di riposo, che nell’ultimo anno si è attivato per la ristrutturazione del portale, la sistemazione del tetto e il recupero di pregiate acqueforti. Oltre ad aver restaurato, in precedenza, sette tele con il sostegno della Fondazione Cariplo.
«Lo scorso anno ci siamo impegnati nei lavori di rifacimento del tetto per contrastare il problema delle infiltrazioni, per un impegno economico di 20-25 mila euro - spiega il presidente Gansi - grazie alle risorse della nostra Asp e alla generosità dei volontari che si sono impegnati in iniziative di raccolte fondi. Ma ci siamo concentrati anche su altri fronti: il restauro del portale con incisa la storia di San Giuseppe e di otto acqueforti del ‘700 ritrovate in sacrestia».
Il Cda della casa di riposo non si ferma e intende portare avanti altri progetti, in particolare il rifacimento dell’impianto di illuminazione, risalente agli Anni ‘50, e l’installazione del sistema d’allarme. Ottenuti i permessi della Soprintendenza di Brescia, i nuovi interventi saranno presentati indicativamente nel periodo natalizio. Per completare l’opera di recupero, di circa 300 mila euro, saranno necessari altri interventi sugli affreschi e sugli arredi, oltre a un consolidamento del pavimento della sacrestia.
Pezzi di pregio custoditi nella chiesa sono le riproduzioni delle stazioni della Via Crucis, di cui una è mancante essendo andata persa una quarantina d’anni fa. E ora potrebbero essere il prossimo obiettivo di restauro.
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