Guareschi e Cremona, cronaca e vita dell'artista rileggendo il "Candido"

16 SET 13
Ultimo aggiornamento: 16:2616 MAG 25
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Immagine di Guareschi e Cremona, cronaca e vita dell'artista  rileggendo il "Candido"
Oggi non tutti se lo ricordano, ma il rapporto di Guareschi con la città e la provincia di Cremona del 1946-1948 è intenso. Per rendersene conto basta rileggersi i numeri del settimanale “Candido” di quegli anni. Per partire dal principio, bisogna varcare il fiume Po e passare in provincia di Parma, dove il Primo Maggio del 1908, a Fontanelle di Roccabianca, nasce Giovannino Oliviero Giuseppe Guareschi. E’ il figlio della maestra elementare del paese e di un negoziante di biciclette, macchine da cucire e macchine agricole.
La casa natale di Guareschi è anche sede della Cooperativa Socialista che, in occasione della Festa del Lavoro, ha organizzato un comizio traboccante di bandiere rosse ammassate sotto le finestre del piccolo Giovannino. Di questa situazione Guareschi ricorderà: “Quella mattina...ho il primo contatto diretto con la politica e la lotta di classe...Il capo di quei rossi, Giovanni Faraboli, un omaccio alto e massiccio come una quercia...fattosi alla finestra di cucina, mi mostra agli altri rossi...spiegando loro che, essendo io nato il Primo Maggio, ciò significa che sarei diventato un campione dei rossi socialisti!...E anni e anni passeranno carichi di travaglio da questo primo maggio, ma intatto mi rimarrà nella carne il tepore delle mani forti di Giovanni Faraboli.”
Questo il primo incontro di Guareschi con i “rossi”, che nella sua satira diventeranno poi “i trinariciuti”. Il trinariciuto è il simbolo dell’“Obbedienza cieca, pronta e assoluta”. Quest’ultimo è il titolo di una rubrica anticomunista - provvista sia di testo sia di disegni di Guareschi - del “Candido”.

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