Inaugurazione in grande stile per il Museo del Violino

NELL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA DA VENERDI' 13 SETTEMBRE
LO SPECIALE DI QUATTRO PAGINE CON LE ANTEPRIME DEL MUSEO DEL VIOLINO
LO SPECIALE DI QUATTRO PAGINE CON LE ANTEPRIME DEL MUSEO DEL VIOLINO
Piazza Marconi gremita di folla per l'inaugurazione del Museo del Violino in palazzo dell'arte. Gli invitati non hanno voluto far mancare la loro presenza: particolarmente folto è stato il parterre dei vip che hanno partecipato all'evento, introdotti dall'attrice Vanessa Gravina. Tra i presenti l'onorevole Pierluigi Bersani del Pd, l'ex ministro Giulio Tremonti, l'assessore regionale Carlo Malvezzi, il prefetto Paola Picciafuochi.
Preceduti dalla Fanfara provinciale dei Bersaglieri che ha eseguito l'Inno di Mameli, si sono alternati al microfono per una breve serie di interventi guidati dal fil rouge del binomio musica-cultura. Ha iniziato il sindaco di Cremona Oreste Perri, che ha parlato della sfida lanciata dalla città per dimostrare che la cultura in questo momento può essere il motore di un vero sviluppo, soprattutto quando ad unirsi sono le forze del pubblico con il privato.
In tutti gli interventi un ringraziamento particolare è stato rivolto al cavaliere Giovanni Arvedi, presidente della Fondazione Arvedi Buschini, presente all'inaugurazione con la moglie Luciana, vero artefice e mecenate del Museo. «Ci ha spinti la volontà di lasciare a Cremona un ricordo della nostra famiglia che qui lavora da molti anni - ha esordito, per lasciare poi spazio alla descrizione del palazzo –. Il museo del Violino è materia aperta alla storia sulla cultura, l'arte, la creazione. Il violino è un'emozione in musica, davanti a noi non c'è solo materia ma qualcosa di più grande che tocca il cuore ed eleva l'anima, un'opera d'arte frutto di capacità creativa. Ma oltre la qualità dello strumento, si intravede una verità superiore. Che segreto raccoglie lo strumento? E' difficile dare una risposta scientifica: la creatività è data dallo spirito. Così è stato anche per noi». E da ultimo un invito: «Confido che anche i giovani aprano le loro porte e migliorino il nostro operato».
Il vice presidente della commissione europea Antonio Tajani ha posto l'accento soprattutto sulla necessità che la città partecipi da protagonista dell'Expo 2015: «Cremona ha la fortuna di avere un uomo come Giovanni Arvedi, moderno mecenate e grande industriale che in un momento di crisi è capace di impegnarsi per difendere il settore dell'acciaio, che investe per dare ossigeno a tante imprese, ma è anche un industriale che incarna il modello dell'economia sociale del mecenate, che investe anche nella sua città, nella parte più profonda delle sue radici storiche e culturali. Dare vita a questa iniziativa significa fare politica industriale a favore del turismo, che rappresenta un'importante risorsa economica da utilizzare nei percorsi turistici dell'Unione Europea».
In sintonia con Tajani l'assessore regionale alle culture, identità e autonomie Cristina Cappellini, che ha voluto rimarcare la propria cremonesità: «Mi riempie il cuore vedere questa piazza piena di cittadini, Cremona è e sarà al centro di un momento importante come l'Expo 2015, dove potrà puntare sulla liuteria come gioiello del territorio».
Particolarmente grato per l'invito ricevuto si è detto il ministro per i beni e le attività culturali Massimo Bray: «La liuteria è una tradizione culturale plurisecolare vanto per il nostro Paese, il senso di un lavoro che deve fare grande questo Paese legato a grandissimi uomini e a giovani che da secoli vivono questa tradizione». La breve cerimonia inaugurale è stata conclusa dal vescovo di Cremona Dante Lafranconi, che prima di impartire la benedizione, si è soffermato su significato della musica intesa come un linguaggio universale verso la fraternità degli uomini per superare i conflitti che ancora insanguinano la terra. Alla benedizione sono seguiti il taglio del nastro e la visita guidata al museo.