Vittorio Emanuele II torna in piazza Moro inaugurazione in musica il 7 settembre il Comitato: "auspichiamo partecipazione"

Sabato 7 settembre la statua del re Vittorio Emanuele II sarà svelata alla città. A dare la notizia è il comitato promotore del restauro, composto dal presidente Tino Moruzzi, il vicepresidente Pietro Martini, il segretario Mario Marazzi, il tesoriere Mario Cassi e i consiglieri Gianmaria Carioni, Ferrante Benvenuti, Alessandro Marazzi e Loredana Zurla. Con loro anche l'assessore provinciale Paola Orini, che descrive il restauro come il primo passo per una riqualificazione della piazza, definita “salotto della città” per la posizione centrale e l'aspetto raccolto. Dopo due anni e mezzo di restauro la statua verrà ricollocata in piazza Aldo Moro, storica sede, dove nel secondo Dopoguerra fu vittima di un attentato esplosivo che ne causò la rimozione. La cerimonia d'inaugurazione si terrà sabato 7 settembre alle ore 10 con l'inno nazionale, seguito dal discorso introduttivo del presidente del comitato. A quel punto il monumento sarà svelato al pubblico, prima di passare la parola al sindaco e alle autorità; in questo frangente il primo cittadino consegnerà una pergamena ai membri del Comitato come segno di riconoscimento per l'impegno profuso. Alle 11.30 è prevista la chiusura della cerimonia, sempre acompagnata dalle note dell'inno nazionale interpretato dal Corpo Bandistico G.Verdi di Ombriano. Per l'occasione sarà creato un annullo speciale, e un albo d'oro che raccoglie nomi e donazioni di tutti i partecipanti all'opera di restauro. “La statua sarà mostrata in tutto il suo splendore – spiega il presidente Moruzzi – Il restauro ha permesso di recuperare le parti originali e ricostruire il 25 per cento mancante, rispettando il modello creato in origine dal celebre scultore Barzaghi, noto in tutta Italia per essere autore delle principali sculture dedicate ai sovrani collocate nelle nostre piazze”. Il budget iniziale ammonta a 160 mila euro, che comprendono il finanziamento regionale di circa 27 mila euro (cui se ne aggiungeranno altri 9 mila) e un contributo da parte della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona. “Siamo riusciti a coprire i quattro quinti della spesa complessiva – spiegano i membri del Comitato – Per raccogliere la cifra mancante, pari a circa 30mila euro, confidiamo nel cuore e nella sensibilità dei cittadini cremaschi, che come la storia insegna furono i veri finanziatori della statua all'epoca della sua costruzione.