Mura, sui ruderi rivive la storia di Cremona

21 GIU 13
Ultimo aggiornamento: 16:0916 MAG 25
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Abbiamo iniziato il nostro viaggio da via Porta Po Vecchia, che anche nel nome ricorda la porta abbattuta già nel 1825, e dove sfociava la Cremonella, sostituita poi da una nuova costruita in fondo a Corso Vittorio Emanuele. Il tratto di mura a sinistra di via Del Sale in passato è stato scalpellato per ridurne lo spessore e costituisce oggi il muro di cinta di un fabbricato. Più interessante invece è la parte a destra, in via Cadore, dove vi è la presenza di un contrafforte, oggi in parte nascosto da una piazzetta ecologica, che potrebbe costituire l’ultimo resto della porta; un altro muro, poco più avanti, è inglobato in parte nella facciata inferiore di una casa, ed in parte costituisce la recinzione di un giardino. Entrambi i frammenti sono interamente coperti da erbe infestanti. Invaso dalla vegetazione è anche il tratto successivo di muro, compreso tra due edifici moderni. Le case di via Cadore sono state pressochè interamente costruite sulle vecchie mura, le cui tracce si possono ritrovare nei muri di cinta dei caseggiati, nei giardini e soprattutto nelle cantine e nei garages. Un caso particolare è rappresentato dalla villa, realizzata negli anni Venti, posta quasi di fronte a via Larga, il cui giardino poggia su una piattaforma seicentesca rettangolare ben visibile dall’orto che si trova molto più in basso in via Giordano. Anche l’isolato compreso tra via Altobello Melone e largo Pagliari sorge su un antico baluardo dedicato a Sant’Erasmo: era di forma pentagonale, costruito tra il XVI e XVII secolo,  e costituiva uno dei punti qualificanti della difesa meridionale della città. Venne abbattuto all’inizio del Novecento per realizzarvi le case popolari ancora oggi presenti. Anche il fabbricato dell’ex Snum sorge su una piattaforma collegata al baluardo Caracena di porta Mosa, poi abbattuto e di cui restano solo alcuni frammenti rimaneggiati e trasformati in aiuole, coperte da erbacce che nascondono quasi completamente i ruderi. Il complesso di porta Mosa, oggi in stato pressochè totale di abbandono, è molto interessante perchè comprende il più antico accesso alla città, che risale addirittura al Duecento. Il Baluardo Caracena è l’unico rimasto intatto ed è affiancato da un gruppo di case che compaiono già nella mappa di Antonio Campi del 1583, in una delle quali vi era una locanda che costituiva il primo punto di ristoro per chi entrava in città.
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