Solarolo Rainerio, nuova luce sulla tavola di Galeazzo Campi con San Pietro in trono

Dopo i lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale e della torre campanaria, la comunità di Solarolo Rainerio ridiventa protagonista per un intervento di restauro non importante dal punto di vista economico, ma estremamente significativo per la valenza religiosa e storico-artistica, di un’opera firmata e datata di Galeazzo Campi, una tavola raffigurante S. Pietro in trono tra S. Filippo e S. Paolo.
Il catalogo della Mostra “I Campi e la cultura artistica cremonese del Cinquecento” afferma che l’opera, insieme all’altra raffigurante “Madonna con S. Caterina, S. Maria Maddalena, S. Pietro e S. Stefano”, collocata nell’altro lato del presbiterio, sia stata firmata dall’autore nel 1528: in realtà, una lettura attenta della firma e della data recita diversamente. Nel cartiglio in basso a destra, infatti, si legge “Galeazzo Campi cremonese dipinse 1523 il giorno 15 febbraio” (traduzione dal latino).
Il catalogo della Mostra “I Campi e la cultura artistica cremonese del Cinquecento” afferma che l’opera, insieme all’altra raffigurante “Madonna con S. Caterina, S. Maria Maddalena, S. Pietro e S. Stefano”, collocata nell’altro lato del presbiterio, sia stata firmata dall’autore nel 1528: in realtà, una lettura attenta della firma e della data recita diversamente. Nel cartiglio in basso a destra, infatti, si legge “Galeazzo Campi cremonese dipinse 1523 il giorno 15 febbraio” (traduzione dal latino).
Non sono i cinque anni a modificare la statura e l’importanza di questo pittore, figlio di Antonio e fratello di Sebastiano, anch’egli pittore, la cui data di nascita (1477), in assenza di documenti precisi, è stata ricostruita indirettamente.
Le opere di cui abbiamo notizie sicure sono tutte raggruppabili nel quarto lustro del secolo XVI e non superano la decina, anche perché alcune, nel passato attribuite a lui, vanno invece assegnate a Boccaccio Boccaccino, col quale la critica riconosce uno stretto rapporto culturale e artistico, come ad esempio la “Sacra Famiglia con la Maddalena” della Chiesa cittadina di S. Agata.
Nei suoi riguardi, la critica storica, come il Baldinucci, aveva parlato di “maniera antica – moderna”, sottolineando le influenze di Giovanni Bellini e del Perugino. Importante e necessario risulta il restauro poiché, a distanza di circa cinquant’anni dall’ultimo intervento, la tavola risulta alquanto fessurata, con lacune e sollevamenti del film pittorico. Inoltre, essendo stata immurata per ragioni di sicurezza, non si conosce la condizione del legno che, non respirando, si altera assai velocemente.
L’auspicio è che il restauro possa contribuire a conoscere in modo più profondo la tecnica di questo pittore, spesso confuso con l’Aleni, motivo per il quale l’intervento sarà preceduto da una serie di indagini diagnostiche non distruttive che verranno eseguite dai tecnici di CR-Forma di Cremona e dall’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici. I risultati di tali indagini costituiranno la premessa necessaria per una più precisa puntualizzazione dei diversi momenti dell’intervento conservativo. Va sottolineato che l’intervento non graverà sul bilancio della Comunità di Solarolo, già impegnata per i lavori sulla Chiesa, avendo trovato persone sensibili al recupero del patrimonio religioso ed artistico della Diocesi.