Al Museo della Scienza nasce la nuova area Acciaio

13 MAR 13
Ultimo aggiornamento: 15:4716 MAG 25
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MILANO – In un luogo dove si parla di storia, ma anche di innovazione e futuro non poteva mancare chi rappresenta il futuro della siderurgia mondiale. Nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 14 marzo, un’atmosfera festosa ha avvolto l’inaugurazione della nuova area Acciaio del Museo della Scienza e della Tecnologia realizzata in collaborazione con il Gruppo Arvedi: un’esposizione permanente dedicata a un materiale dalle mille vite, alla sua produzione e all’innovazione nella lavorazione, ai suoi molti usi a volte invisibili, al suo riciclo infinito. «Un evento importante per la vita del Museo» - ha avuto modo di dire il Direttore Generale del Leonardo da Vinci, Fiorenzo Galli, introducendo gli ospiti che hanno partecipato ad una tavola rotonda dedicata all’acciaio: Daniele Pozzi, Docente di Storia d’impresa presso la LIUC-Università Cattaneo, l’artista Helidon Xhixha, la cui scultura in acciaio, lo scorso novembre, ha suggellato l’anteprima del Museo del Violino, Alberto Cigada, Professore Ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali presso il Politecnico di Milano, Francesca Olivini, curatore scientifico del Museo e infine Mario Levratto, Strategic Planning & External Relations Director Samsung. Presente in sala anche Giorgio Squinzi, nella duplice veste di vicepresidente del Museo e numero uno di Confindustria: «Mentre la politica sembra dispersa in un dibattito lontano dai nodi dell’economia reale – ha detto Squinzi – storie imprenditoriali di successo come quella di Giovanni Arvedi trovano il giusto riconoscimento. Oggi è una giornata importante – ha aggiunto Squinzi – e Arvedi, che ha avuto le più alte certificazioni, rappresenta un modello che il mondo ci invidia e un esempio dello sviluppo sostenibile in cui noi tutti crediamo». L’innovazione applicata al processo produttivo dell’acciaio condensata nella tecnologia Isp/Esp ha fatto compiere un balzo in avanti ritenuto impensabile ad un settore giudicato maturo. «Sono orgoglioso di fare parte di questo tempio della scienza» - ha dichiarato Giovanni Arvedi -. Che ha poi illustrato il percorso che ha portato l’azienda a sviluppare questa tecnologia. «L’acciaio è un prodotto onesto, amico, che deve essere rispettato. Le leggi fisiche della natura devono essere rispettate». Quando si parla di innovazione si ha a che fare con un percorso culturale che – ha aggiunto Arvedi – implica uno «sforzo di adattamento al nuovo». E per la siderurgia il vero balzo in avanti è arrivato con il microprocessore che «noi abbiamo introdotto per la prima volta per sostituire l’uomo». E così si è passati da impianti governati attraverso le mani e le leve, lunghi un chilometro, all’altissimo livello di automazione dei nostri impianti, lunghi cento metri, considerati i migliori del mondo». Non solo per la qualità dell’acciaio prodotto, ai vertici della produzione internazionale, ma anche per il ridotto consumo di acqua ed energia e per il ridotto impatto ambientale. Innovare – ha aggiunto Arvedi - non significa solo concentrasi sulla produzione dell’acciaio, ma anche «insonorizzare i capannoni, captare i fumi, e rispettare l’ambiente. Noi mettiamo al centro il rispetto dell’individuo».
L'area Acciaio - Un allestimento multimediale scenografico, progettato e realizzato dal Museo in collaborazione con lo studio N!03 [ennezerotre] consentirà di “immergersi” nel mondo dell’acciaio. Exhibit interattivi, oggetti storici e all’avanguardia completeranno il viaggio spettacolare nella produzione da rottame, alla scoperta di proprietà e applicazioni di un materiale che ha rivoluzionato il mondo e ha saputo evolversi per rimanere al passo con le nostre esigenze. 
All’interno dell’area espositiva, Samsung, partner tecnologico del Museo, porta la sua tecnologia più avanzata per consentire all’acciaio di prendere vita in modo non convenzionale su schermi in alta definizione, offrendo ai visitatori un’esperienza ancora più coinvolgente e interattiva. 
Con questa nuova area il Museo arricchisce la sua esposizione già caratterizzata da significativi oggetti e ambienti di lavoro che hanno segnato la storia della siderurgia: il maglio Galperti - in opera almeno dal 1740 - e la ricostruzione della fucina che lo ospitava; la ricostruzione di parte dell’impianto Falck di Vobarno del 1860; la ricostruzione di una fonderia dei primi del secolo scorso al cui interno spicca il forno Stassano del 1910; il laminatoio Mannesmann per tubi senza saldatura del 1909 - proveniente da uno stabilimento Dalmine.