L'arte, la creazione e i gioghi famigliari

Quando G, artista, inizia a dipingere opere dal soggetto capovolto, la moglie prova una sensazione di sgomento e disagio che, sondata, si rivela essere motivata dalla profonda insoddisfazione per la sua realizzazione personale, che giudica scarsa, e per la sua intera vita. Nel cambio di rotta che il marito ha impresso alla sua arte, la donna vede lo specchio della sua frustrazione squisitamente femminile, della sua vita mancata e dello sguardo predatore di quell’uomo al quale lei ha mostrato il mondo e che ora sembra usarla per esporsi al pubblico attraverso le sue tele. Quando, in questa fase di ripiegamento e rovello interiore, una sconosciuta le si avvicina per strada e le sferra di soppiatto un colpo che la lascia sbigottita e a terra, la donna diventa ancor più permeabile al caos del mondo esterno che pare sovrastare le sue già precarie sicurezze interiori. Negli stessi anni, una giovane artista plasma la sua arte fronteggiando l’ostilità dei genitori, indisponibili ad appoggiare le sue scelte e capaci con la loro severa autorità di renderla dipendente dai loro rimproveri. Quando la ragazza inizia a dipingere gettandosi alle spalle la vergogna che l’aveva insidiata fino a quel momento, critica e pubblico guardano con crescente attenzione al suo operato, e tra i detrattori c’è anche un uomo che, nonostante o proprio per il disgusto artistico che le manifesta, diventerà suo marito. ...
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