Storie di pupazzi, ombre di fantasia

<+S FIRMA IN TESTA>di Eugenio Bettinelli<+S CAP6R>G<+S TONDO>iusto per ricordare, burattini e marionette, che danno il titolo alla mostra in Santa Maria della pietà fino al 20 maggio, sono due cose diverse. Gli uni sono pupazzi con il corpo di pezza e la testa in legno, a mezzo busto, generalmente manovrati dalle mani del burattinaio infilandoli a mo’ di guanto. Le altre invece sono pur sempre pupazzi, realizzati in vari materiali, a corpo intero e manovrati dall’alto con l’ausilio di fili agganciati a tutte le estremità.
La mostra, ideata dalle nipoti di Anna Triboldi, di cui avevamo scritto a proposito dello splendido Museo delle bambole e dei giochi a Soresina, purtroppo chiuso poco dopo la sua scomparsa, è curata da Emmeci Associazione culturale di Cremona con la Compagnia Walter Broggini di Varese.
E diciamo subito che di una bella mostra si tratta: è sempre difficile allestire nei volumi imponenti di Santa Maria, ma questa volta la scelta della “messa in scena” è efficacissima. Il vero materiale di allestimento è il buio, ad un tempo atmosfera e fondale, antro di ricordi o storie, o, per contrasto ideale, generatore della luce che sembra essere propria di ogni singola figura.
Tutto è fermo, in uno spazio surreale e in un tempo che quasi non ci appartiene: la suggestione è forte, e dopo pochi attimi viene voglia di seguire il percorso delle ombre, proiettate a terra e segnali di un viaggio che potrebbe animarsi da un momento all’altro. Diceva Bruno Munari che un oggetto è perfetto quando non c’è più nulla da togliere: si può estendere in questo caso l’affermazione anche all’allestimento, da cui non va tolto nulla perché fatto di niente, ma che lascia che gli oggetti esposti si palesino con la loro autonoma personalità.
[...]
LEGGI SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI' 26 APRILE, OPPURE ABBONATI SU WWW.MONDOPADANO.IT
La mostra, ideata dalle nipoti di Anna Triboldi, di cui avevamo scritto a proposito dello splendido Museo delle bambole e dei giochi a Soresina, purtroppo chiuso poco dopo la sua scomparsa, è curata da Emmeci Associazione culturale di Cremona con la Compagnia Walter Broggini di Varese.
E diciamo subito che di una bella mostra si tratta: è sempre difficile allestire nei volumi imponenti di Santa Maria, ma questa volta la scelta della “messa in scena” è efficacissima. Il vero materiale di allestimento è il buio, ad un tempo atmosfera e fondale, antro di ricordi o storie, o, per contrasto ideale, generatore della luce che sembra essere propria di ogni singola figura.
Tutto è fermo, in uno spazio surreale e in un tempo che quasi non ci appartiene: la suggestione è forte, e dopo pochi attimi viene voglia di seguire il percorso delle ombre, proiettate a terra e segnali di un viaggio che potrebbe animarsi da un momento all’altro. Diceva Bruno Munari che un oggetto è perfetto quando non c’è più nulla da togliere: si può estendere in questo caso l’affermazione anche all’allestimento, da cui non va tolto nulla perché fatto di niente, ma che lascia che gli oggetti esposti si palesino con la loro autonoma personalità.
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