Quando l’Assunta trovò riparo a Cremona

29 GEN 17
Ultimo aggiornamento: 16:19 | 16 MAG 25
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C’era una piccola folla di curiosi quella sera del 17 marzo 1917, cent’anni fa, quando si presentò davanti all’austero portone del palazzo Ala Ponzone quella enorme cassa di legno fissata ad un carro trainato da cavalli. Talmente voluminosa che, per farla entrare, si dovette tagliare sino alla base una finestra, ricavando un varco nel muro, come avevano fatto qualche mese prima i veneziani per portarla al riparo nel primo rifugio al piano terra dell’Accademia. La notizia che la pala dell’Assunta di Tiziano a Santa Maria dei Frari avrebbe lasciato la città lagunare per essere portata al sicuro in una tranquilla città di provincia, aveva fatto rapidamente il giro dei campielli e dei paesi rivieraschi: al passaggio del burchio “Santa Maria” dove la grande tavola era stata sistemata per il lungo viaggio, le donne lungo le sponde dell’Adige e poi del Po, si inginocchiavano in preghiera. Il burchio con il suo prezioso carico era partito la mattina del 12 marzo dalle Fondamenta delle zattere, scortato dal Battaglione Lagunari del 4° Genio e da un piccolo convoglio di imbarcazioni, aveva percorso lentamente il Canale dalla Giudecca, poi la Laguna, si era inoltrato lungo l’Adige e poi aveva risalito il Po. Una volta giunta a Cremona l’Assunta venne messa “nella sala terrena verso corso Vittorio Emanuele dove si trovano le terrecotte e parte della libreria Albertoni”
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