Quando l’oro giallo da Cremona arrivava sui mercati d’Europa

15 DIC 16
Ultimo aggiornamento: 18:1816 MAG 25
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Il vero oro giallo cremonese è stato lo zafferano che, fra il XV ed il XVI secolo, diede luogo ad un traffico commerciale paragonabile solo a quello del fustagno. Un prodotto richiestissimo, soprattutto dalla Germania, che veniva contrattato dai mercanti cremonesi alle fiere di Bolzano od anche procurato dagli stessi tedeschi direttamente sul posto, nel maggior centro di produzione locale, Casalmaggiore. Ma non solo i tedeschi erano clienti affezionati. Tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento il prodotto veniva messo in vendita anche in Sicilia e Calabria (un po’ come vendere gelato al polo Nord), alle fiere di Ginevra e di Lione, a Parigi, Bruges e Londra, fino ad Alessandra d’Egitto dove veniva scambiato con pepe e spezie, a Creta e Corfù. E’ proprio Hans Paumgartner il giovane, un mercante di Augusta, che ci informa in un manoscritto di come il doschga (come era conosciuto in Germania lo zafferano) venisse esportato in quantità di 35, 40 quintali all’anno. Il traffico di zafferano è puntualmente descritto in un manuale di mercatura di Bartolomeno Paxi, la Tariffa de pexi e mesure, pubblicato a Venezia nel 1503.
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