Flavio Bissolati suona nel futuro da SuperMario alla chiptune tra sperimentazione e fantasia

14 FEB 15
Ultimo aggiornamento: 17:0913 GIU 26
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Immagine di Flavio Bissolati suona nel futuro da SuperMario alla chiptune tra sperimentazione e fantasia
Ma quello è... «Sì, è proprio un Game Boy». Il primo, storico portatile Nintendo. Negli anni Ottanta ci si faceva saltare Super Mario sopra i gusci di tartaruga, Flavio Bissolati (alisa Starving GoGo), oggi, lo usa per comporre e suonare la sua musica. «Si chiama chiptune ed è un genere ancora poco conosciuto – spiega – è nato in Giappone ma si sta diffondendo anche in Europa nella scena underground».
Flavio ha una solida formazione musicale iniziata nel coro scolastico di voci bianche della Schola Cantorum Cremonensis e proseguito prima alle superiori ad indirizzo musicale (il sassofono, primo amore) e all’accademia Lizard di Brescia: «Ho suonato e suono un po’ di tutto», sorride. Compreso il Game Boy.
A Cremona si tratta di una novità assoluta e la prima occasione di vederlo live è stata la mostra di Humans for Amnesty organizzata nello scorso weekend. Flavio è salito sul palco della Camera di Commercio all’ora dell’aperitivo. Loop station e... Game Boy. Il suono iniziale, amplificato, è quello del tasto “start” che generazioni di video gamers potrebbero riconoscere tra mille. Al suo fianco la ballerina Elisa Mozzanica si muove sulla base composta con basso tastiera e Nintendo Ds. Silenzio in platea. «E’ su internet – spiega poi Starving GoGo – che si trova gran parte del materiale, ma sono sempre rimasto ispirato quando ho visto altri artisti di chiptune suonare dal vivo».
All’orginie ci sono i grandi dell’elettronica: Kraftwerk, Prodigy, Skrillex «e miii, un autentico genio giapponese» - aggiunge il musicista cremonese. Musica “vera”. Ma la definizione non piace a Flavio: «Non faccio distinzioni. Alcuni colleghi guardano alla chip tune con un po’ di scetticismo, mi chiedono se non sia limitante comporre così, con soli quattro canali. Io in realtà credo che lo diventa solo se la tua creatività si pone limiti. I canali sono solo 4, ma le combinazioni di note infinite». Ma non rischia di risultare un po’ freddo? «Il rischio c’è. Se sei troppo ingegnere e poco musicista componi rumori, non canzoni. Devi conoscere l’armonia e ascoltare quanti più generi musicali possibili per non essere ripetitivo». E sperimentare. [...]
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