Chiesa
Economia sostenibile •
Stili di vita per cambiare il mondo. Ecco cosa puoi fare tu

Una manifestazione dei Fridays for future a Roma (Laprese)
«Molte cose devono riorientare la propria rotta», afferma Francesco nell’ultimo capitolo della sua enciclica Laudato si'. «Ma prima di tutto è l’umanità che ha bisogno di cambiare». Come? Educandosi alla coscienza di un’origine comune, di un’apparenza alla comune famiglia e di un futuro condiviso. E questo è possibile facendo proprie le motivazioni profonde e la consapevolezza che può permettere lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita. Francesco elenca i piccoli gesti ordinari che possono essere compiuti da tutti: «Evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via».
Queste parole del Papa ci fanno capire come anche nel nostro quotidiano e nelle nostre piccole vite si può incidere. ECCO COME
PLASTICA
Una grande scoperta difficile da smaltire (di Alessandro Bonini)
La plastica è una grande scoperta che ha migliorato la qualità della vita, fino a diventare però una delle prime cause di inquinamento del pianeta. Dal 1950 a oggi la produzione mondiale è passata da un milione e mezzo a 245 milioni di tonnellate annue, ponendo sfide soprattutto per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti non biodegradabili. Ne sono una testimonianza i giganteschi accumuli di rifiuti plastici venutesi a creare negli Oceani, con un’estensione che arriva a milioni di chilometri quadrati, un’area più estesa della superficie degli Stati Uniti.Secondo l’Agenzia per l’ambiente dell’Onu (Unep) circa 100.000 mammiferi marini, un numero consistente di tartarughe e un milione di uccelli marini rimangono uccisi ogni anno dalla plastica, per ingestione o intrappolamento. Trattandosi di un derivato del petrolio il primo impatto avviene però tramite l’estrazione, il trasporto e lo stoccaggio degli idrocarburi. Segue il processo della trasformazione in plastica con la relativa produzione di emissioni nocive.