Venerdì Santo. Turoldo e le domande sulla morte

18 APR 19
Ultimo aggiornamento: 00:37 | 21 MAG 25
Immagine di Venerdì Santo. Turoldo e le domande sulla morte

Marc Chagall, "Crocifissione bianca"

Venerdì Santo è il giorno dei grandi interrogativi: perché il male, perché il dolore innocente, perché la sofferenza? Domande che trovano risposta nella Croce solo se la si guarda nella prospettiva della Risurrezione. Se il Venerdì Santo è già illuminato dalla Pasqua.

Turoldo e il vuoto del Venerdì Santo

Padre David Maria Turoldo
Padre David Maria Turoldo
Sono le inquietudini che hanno segnato il percorso, il cammino spirituale, culturale, umano di padre David Maria Turoldo (1916-1992), presbitero, teologo, filosofo e poeta che arriva a scrivere:
«No, credere a Pasqua non è
giusta fede:
troppo bello sei a Pasqua!
Fede vera
è al Venerdì Santo
quando Tu non c’eri
lassù.
Quando non una eco
risponde
al suo grido
e a stento il Nulla
dà forma
alla Tua assenza».

Mettere in fuga la morte

Matthias Grunewald, "Crocifissione"
Matthias Grunewald, "Crocifissione"
Ma proprio la croce è il luogo in cui si manifesta in modo più tragicamente chiaro l’amore di Dio per l’uomo. Cristo infatti è venuto nel mondo per vincere la morte. Ancora Turoldo.
«Tu sei venuto tra noi
per mettere in fuga la morte
per snidare e uccidere la morte.
Anche a Te la morte fa male
per questo sei amico
di ognuno segnato dal male
e ogni male
Tu vuoi condividere».