Chiesa
Milano •
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Un portale nuovo di zecca e un archivio digitale in progess e accessibile a tutti. Perché il messaggio di speranza del cardinale Carlo Maria Martini possa farsi incontro anche alle nuove generazioni. Perché il suo magistero e la sua sua testimonianza di vita possano offrire una luce, un’amicizia, una compagnia nel cammino, anche a quanti erano troppo giovani per poterlo conoscere, incontrare, ascoltare di persona. E tutto questo con il contributo di chi invece c’era. Ed ora ha la possibilità di trasformare la propria personale «memoria» in bene comune. In dono condiviso. Grazie anche alle nuove tecnologie.
Ecco il cuore – una dinamica di offerta e dialogo tra le generazioni – che batte nel petto del progetto Call for Documents. A lanciare l’iniziativa è la Fondazione Carlo Maria Martini che chiede a tutti – non solo ai milanesi – di caricare online o di portare alla propria sede di piazza San Fedele 4 a partire dalle 12,30 di sabato 18 febbraio quei documenti – cartacei, fotografici, sonori, audiovisivi – che sono traccia ed eredità di un incontro, personale o comunitario, vissuto con il gesuita biblista che fu arcivescovo di Milano dal 1980 al 2002 e che si spense a Gallarate il 31 agosto 2012, dopo gli anni trascorsi a Gerusalemme. I materiali così raccolti verranno digitalizzati e restituiti ai proprietari, entrando a far parte dell’archivio, e saranno accessibili tramite il nuovo sito www.fondazionecarlomariamartini.it.
«Io ci sono» il 18 e il 19 febbraio
Call for Documents è una delle iniziative lanciate dalla Fondazione nello scenario di Io ci sono, la manifestazione che si svolgerà a Milano il 18 e il 19 febbraio in occasione del 90° anniversario della nascita di Martini (Torino, 15 febbraio 1927). «Io ci sono non è solo il titolo del programma di iniziative, ma la stessa mission della Fondazione nata dall’iniziativa della Provincia d’Italia della Compagnia di Gesù con la partecipazione dell’arcidiocesi di Milano. Il nostro impegno è promuovere la memoria di Martini come eredità vivente, capace di offrire anche oggi un messaggio di speranza a credenti e non credenti», ha spiegato il padre gesuita Giacomo Costa, vicepresidente della Fondazione, presentando le iniziative. «Il metodo del cardinale era il dialogo. Call for documents – incalza la coordinatrice del Progetto Archivio, Chiara Daniele – si ispira a quel metodo. Vogliamo che l’archivio del cardinale sia anche archivio della città».