Il Papa ad Assisi: solo la pace è santa

19 SET 16
Ultimo aggiornamento: 05:18 | 16 GIU 26
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​Assisi accoglie con gioia l'arrivo di Papa Francesco, per la sua terza visita nella cittadina del "poverello". La sua presenza  (il Pontefice è arrivato poco dopo le 11 come da programma) suggella l'evento interreligioso che da due giorni sta impegnando oltre cinquecento leader di varie confessioni, nonché esponenti della politica e dell'economia per lanciare al mondo un messaggio di pace, contro tutte le forme di terrorismo e violenza diffusa. Previsti incontri singoli tra il Papa e i vari esponenti della fede cristiana, ma anche ebraica e musulmana. Poi la preghiera, ogni fede in un luogo diverso, e in conclusione l'appello di pace tutti insieme nel piazzale antistante la Basilica inferiore di San Francesco. Accolto dal vescovo SorrentinoPapa Francesco è stato accolto da monsignor Domenico Sorrentino, arcivescovo di Assisi, Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, Raffaele Cannizzaro, prefetto di Perugia e Stefania Proietti, sindaco di Assisi. Il Papa è accompagnato da monsignor Angelo Becciu, Sostituto dalla Segreteria di Stato e da monsignor George Gaenswein, Prefetto della Casa pontificia.   
L'abbraccio con i leader delle altre religioni
Dal campo sportivo di Santa Maria degli Angeli Bergoglio si è poi recato al Sacro Convento nella Basilica di San Francesco di Assisi dove si svolgeranno gli incontri e i momenti di preghiera per la pace. È stato accolto dal Custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti. Il Papa ha salutato e abbracciato Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli; Ignatius Aphrem II, patriarca siro-ortodosso di Antiochia; Justin Welby, arcivescovo di Canterbury e Primate della Chiesa di Inghilterra; Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma; Abbas Shuman, vice presidente dell'Università Al-Azhar; il fondatore della Comunità di Sant'Egidio Andrea Riccardi. Particolarmentecaloroso è stato l'abbraccio tra Francesco e il Rabbino argentino Abraham Skorka, al quale il Papa è legato da una lunga amicizia fin dai tempi in cui erano insieme a Buenos Aires. Stretta di mano e scambio di qualche parola tra il Papa e il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti e il vice ministro agli Esteri Mario Giro. Il Pontefice ha inoltre salutato i 25 rifugiati ospiti del Cara che pranzeranno con lui.
Pranzo della pace con 25 rifugiati
Il Pranzo della Pace si è svolto Refettorio dei frati con un menu molto semplice, francescano, rispettoso delle differenti tradizioni religiose.Tra gli invitati alla mensa del Pontefice e degli altri rappresentanti delle diverse religioni i migranti ospitati del Cara di Castelnuovo di Porto, gestito da Auxilium. Provengono da Siria, Eritrea, Nuova Guinea, Nigeria, Pakistan e Afghanistan. C'è una famiglia siriana di Yarmuk, città assediata dai miliziani dello stato islamico, composta dal papà, dalla mamma e da una bambina di sei anni. Sono arrivati coi 'corridoi umanitarì anche cinque cristiani siriani: sono cattolici assiri Fadi e Ruba, che, col figlio undicenne Murkus, sono fuggiti da Hasake; di confessione armena sono Osep, Kevork e Tamar, che più tardi interverrà sul palco della cerimonia conclusiva, testimoniando sulla sofferenza della sua città, Aleppo. C'è una ragazza eritrea di 25 anni, Nura, scappata dal suo Paese dove era stata costretta a lasciare gli studi e ad arruolarsi nell'esercito. E c'è Ibraim, un ragazzo della Nuova Guinea, musulmano, che aveva rischiato di morire di stenti in Libia dove era andato alla ricerca del padre che lo aveva abbandonato da piccolo. Vengono dalla regione insanguinata da Boko Haram le nigeriane Paulina ed Evelyn; è fuggita dall'Eritrea Enes, mentre è originario del Mali il ventitreenne Alou, sopravvissuto a un terribile viaggio su un barcone dalla Libia alla Sicilia.