Nonna Irene di Nomadelfia: la nipote la ricorda

20 MAG 16
Ultimo aggiornamento: 16:5220 MAG 25
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​La bara al centro della sala Don Zeno e intorno i bambini nomadelfi che ballavano a ritmo di  Charleston e Zapateado, la tipica danza messicana. È stata salutata così mercoledì 18 maggio Irene Bertoni, morta a 93 anni, la prima mamma di vocazione di Nomadelfia, la comunità religiosa fondata da Don Zeno sulle colline vicine a Grosseto. Centinaia di persone presenti per dare l'ultimo saluto a mamma Irene, che nella sua vita ha allevato 58 bambini. "Papa Francesco invia le sue più sentite condoglianze per colei che è stata mamma per vocazione", ha detto il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni, leggendo una lettera inviata dal segretario di Stato del pontefice. Presente alla celebrazioneanche il cardinale Ennio Antonelli, arrivato in Maremma per portare anche lui l'ultimo saluto alla mamma di Nomadelfia. "Irene era la degna erede di Maria", ha detto. CHI ERA IRENE BERTONI di Andrea FagioliIL RICORDO DI UNA BISNIPOTE: LA SUA MISSIONE ERA IL BENEdi Elisa Tirabassi
"Perché non telefoni a mamma Irene?", mi aveva suggerito mia nonna Chiara (una delle sue figlie adottive). A quel tempo dovevo frequentare un master a Roma ed è stato così che ci siamo conosciute. Ricordo il giorno in cui arrivai davanti alla residenza di Nomadelfia a Monte Mario. Mamma Irene non era in casa ma io l'aspettai in cucina dove c'era un odore caldo di caffè e si respirava un'aria distesa, come di un luogo in cui regnava la calma e in cui si viveva in pace. Da quel giorno ci vedemmo tutte le settimane per alcuni mesi e ricordo che ogni volta era lei ad aspettarmi fino a tarda sera quando da Modena arrivavo in treno dopo avere lavorato tutto il giorno.