Le ostie dei carcerati di Opera per Papa Francesco

8 APR 16
Ultimo aggiornamento: 03:3119 GIU 26
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«Con queste mani, un tempo sporche di sangue, mani che hanno ucciso, oggi produciamo ostie che vengono consacrate in tante chiese. Santo Padre, il nostro sogno è un giorno poter essere noi stessi a consagnarle nelle vostre mani benedette, in occasione del Giubileo della Misericordia». Era un sogno davvero, quello di Giuseppe, Ciro e Cristiano: due condannati al carcere a vita, l’ultimo ancora con 14 anni da scontare. Ma la loro lettera al Papa era uscita su Avvenire poco prima di Natale e poco dopo era arrivata la speranza: «Francesco vi aspetta», aveva annunciato Arnoldo Mosca Mondadori, fondatore della Casa dello Spirito e delle Arti e ideatore del progetto presso il carcere di Opera (Milano).