Profughi, è l'ora dell'accoglienza

6 SET 15
Ultimo aggiornamento: 12:17 | 13 GIU 26
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L'appello di Papa Francesco è stato forte e chiaro. Ogni parrocchia accolga una famiglia di profughi. E la Conferenza episcopale italiana risponde subito alla richiesta e si mette in moto. Dal prossimo Consiglio permanente arriveranno anche le indicazioni operative, mentre anche i singoli vescovi sono già all'opera per intensificare ulteriormente un impegno di accoglienza, che già da tempo i cattolici stanno portando avanti nel nostro Paese. «Le parole d’indizione dell’Anno giubilare straordinario ci scorrono davanti mentre ascoltiamo Papa Francesco rivolgersi ai Vescovi d’Europa, perché in ogni parrocchia, comunità religiosa, monastero e santuario sia ospitata una famiglia di profughi - scrivono il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, e il segretario generale, Nunzio Galantino -. È un appello che accogliamo con la gratitudine di chi riconosce nel Successore di Pietro colui che, anche nelle situazioni più complesse, sa additare le vie per un Vangelo vissuto». «È un appello - aggiungono - che trova le nostre Chiese in prima fila nel servizio, nell’accompagnamento e nella difesa dei più deboli. È un appello che in queste settimane custodiremo nel respiro della preghiera e del confronto operativo, arrivando a fine mese a consegnarlo al Consiglio Episcopale Permanente, dal 30 settembre al 2 ottobre, al fine di individuare modalità e indicazioni da offrire a ogni diocesi. Per l’Anno della Misericordia il Santo Padre ci chiede di “aprire il nostro cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica” e poi chiude in un’“indifferenza che umilia”. Oggi rinnoviamo la nostra disponibilità a curare queste ferite con la solidarietà e l’attenzione dovuta, riscoprendo la forza liberante delle opere di misericordia corporale e spirituale, via che conduce sempre più al cuore del Vangelo». Anche perché, notano: «La misericordia di Dio “non è un’idea astratta, ma una realtà concreta”, attraverso la quale Egli “rivela il suo amore come quello di un padre e una madre che si commuovono dal profondo delle viscere per il proprio figlio”».