Donato al Consiglio regionale bassorilievo marmoreo raffigurante il Leone di San Marco

5 FEB 24
Ultimo aggiornamento: 01:1231 MAR 25
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Immagine di Donato al Consiglio regionale bassorilievo marmoreo raffigurante il Leone di San Marco
La sala del Leone di palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, da oggi è impreziosita di un’opera d’arte dal valore altamente simbolico: un bassorilievo in marmo, raffigurante il Leone di San Marco, realizzato da Igor Cescon, dell’omonima ditta, in collaborazione con il padre Gianni.
La scultura è stata scoperta nel corso di una cerimonia alla presenza del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, e del Presidente dell’Intergruppo Lega- Liga Veneta, Alberto Villanova. Entrambi hanno confidato tutta la loro “emozione per questa inaugurazione: da sempre siamo molto sensibili verso i Leoni Marciani perché essi incarnano perfettamente i valori fondanti la cultura, la storia e le tradizioni del nostro Veneto”.
Il presidente Ciambetti ha ricordato che “l’Ufficio di Presidenza ha prontamente accolto la proposta della famiglia Cescon: è veramente bello che la nostra sala del Leone venga impreziosita da una scultura che presenta un alto valore simbolico. Non posso che ringraziare Igor e Gianni Cescon”.
“E’ un prezioso omaggio che la famiglia Cescon ha donato al Consiglio regionale ed impreziosisce la sala del Leone – ha evidenziato il presidente Villanova, che ha fortemente voluto questa iniziativa – uno dei luoghi più importanti in cui viene esercitata la nostra attività istituzionale. È proprio qui, infatti, che si riuniscono i diversi Capigruppo. Il Leone Marciano rappresenta perfettamente il sentire della gente veneta, i nostri valori, la nostra storia, le nostre tradizioni. Non a caso è raffigurato nella nostra bandiera! Nel corso dei secoli, in molti hanno cercato di abbattere questo simbolo: da Napoleone ai Titini. Ma i nostri leoni sono scolpiti nel marmo e sono destinati a durare nei secoli”.
“Sono poi particolarmente felice sia stata proprio la famiglia Cescon a regalarci questa bellissima opera d’arte – ha aggiunto Villanova – in quanto l’epopea della loro azienda, in provincia di Treviso, rappresenta perfettamente la storia di una tipica famiglia veneta: con impegno, dedizione, inventiva sono riusciti ad evolversi nel corso degli anni, fino a dotarsi di complessi e sofisticati macchinari per la lavorazione del marmo”.
Lo scultore Igor Cescon, marmista e autore dell’opera, ha ringraziato “il Consiglio regionale per l’onore accordato alla mia famiglia: poter veder esposta qui, a palazzo Ferro Fini, una nostra opera rappresenta per noi una grande soddisfazione. Spero che possa durare nei secoli!”.
“Appena terminati gli studi – ha raccontato Igor a margine dell’inaugurazione – sono stato coinvolto all’interno dell’attività di famiglia. All’epoca, c’era solo un pantografo a controllo numerico, con scarsa efficienza rispetto alle esigenze del mercato. Contattando diverse aziende produttrici, non ho trovato macchinari adeguati, salvo che ricorrendo a investimenti al di fuori della nostra portata. Parlando con mio padre, l’ho convinto a provare a costruire un macchinario adatto alla nostra dimensione aziendale. Il risultato è anche il Leone di San Marco, del quale ho progettato tutta la struttura tridimensionale e programmato e costruito i macchinari per realizzarlo”.
Gianni Cescon, assieme alla moglie Daniela, nel 2000 ha rilevato un’attività di levigatura marmi e ha iniziato a sviluppare, in particolare, delle linee proprie di vasellame e accessori in marmo e resina. Da qui, gli investimenti su macchinari via via sempre più tecnologici, con il decisivo supporto del figlio Igor.
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