«Capitale con una “wait list”»

29 APR 25
Ultimo aggiornamento: 16:22 | 18 GIU 26
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L'argomento più curioso di questi giorni, a Piacenza, sembra il ricordo di Pierluigi Bersani della manifestazione delle prostitute negli Anni 70 in seguito a un divieto di transito ai mezzi pesanti di un tratto della via Emilia. Se ne occupò come giovane responsabile della cultura del Pci e contribuì, con il dialogo, a trovare una soluzione (che non poteva essere ancora il codice Ateco che si sbandiera oggi). L’argomento più importante invece, da 20 anni a questa parte, resta lo sviluppo della logistica di cui Piacenza si può considerare la capitale italiana. «Il primo insediamento – fa notare Massimo Tarenchi, da 4 anni segretario generale della Filt Cgil di Piacenza – si colloca ancora prima, attorno al 1999 e fu opera della Ikea. Ne seguirono poi molti altri. Si calcola che oggi tutta la filiera della Logistica impieghi stabilmente 14 mila persone e utilizza manodopera anche dalle province vicine. Lo sviluppo è stato rapido, disordinato e qualche problema lo ha creato. É stato favorito dalla posizione geografica di Piacenza e dall’intuizione strategica di alcuni imprenditori. Non dimentichiamo l’autostrada che collega Piacenza con Genova e ne fa quasi un retroporto. Anche oggi i progetti non mancano, ma c’è più attenzione sia alla viabilità che al consumo di suolo. Nel 2022 è stato firmato da imprese, sindacato e amministratori locali, sotto l’egida della Prefettura, un Protocollo sulla Logistica proprio per regolarne lo sviluppo»...
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