Partigiano “Cremona”

23 APR 25
Ultimo aggiornamento: 18:34 | 16 MAG 25
Immagine di Partigiano “Cremona”
Ventotene, isoletta del Tirreno passata alla storia per il famoso Manifesto, oggetto di furenti polemiche politiche nelle scorse settimane, è oggi un luogo turistico tranquillo e riservato. Non era così pochi decenni fa ed è importante ricordare, nell’ottantesimo anniversario della Liberazione, che qui sono state ospitate migliaia di persone, colpevoli solo di pensare in difformità dal regime fascista. Tra queste, oltre a personaggi più conosciuti, come gli estensori del citato Manifesto o il futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini, si annoverano anche figure più semplici, persone che “hanno fatto la storia” senza però “passare alla storia”.
Il confino riguardò non pochi cremonesi. In una recente conferenza tenuta presso la sede cremonese dell’Archivio di Stato, lo storico Fabrizio Superti ha indicato in una trentina i confinati, a Ventotene, originari della nostra provincia. “Ventotene” – ha aggiunto – “era il confino per gli antifascisti più duri”. Nel novero si contano alcuni personaggi di spicco, talora controversi, che hanno segnato l’attività antifascista anche da un punto di vista culturale, come Celeste Ausenda ed Arturo Amigoni, che lavorarono, senza successo, alla creazione di un nucleo cremonese di Giustizia e Libertà. O Maria Ravazzani, dattilografa dei messaggi dei due fuoriusciti, una delle poche donne confinate a Ventotene ed una di quelle che scontò per intero la pena, cinque anni, in condizioni di salute pietose...
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