«Non è portar fiori»

23 APR 25
Ultimo aggiornamento: 18:34 | 16 MAG 25
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«Historia magistra vitæ», la storia è maestra di vita, scriveva Cicerone nel “De Oratore”. Ma è davvero sempre così? «Oggi non c’è il fascismo, ma il futuro che ci aspetta non so se sia quello che volevano i partigiani della democrazia avanzata oppure se sia destinato a scivolare nei regimi autoritari, che si stanno affermando in molte parti del mondo». A dirlo è il prof. Gian Carlo Corada, a lungo docente di Lettere, Storia e Filosofia presso diversi istituti superiori, ex-Sindaco di Cremona, ex-presidente della Provincia e da nove anni presidente provinciale dell’Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, nonché autore di diversi libri in materia. «Come diceva Primo Levi, quanto accaduto ha quasi dell’incredibile, però, siccome è accaduto, bisogna raccontarlo, perché non avvenga più. E l’antidoto migliore resta il riferimento alla Costituzione ed alla Resistenza», commenta.

Professore, c’è un 25 aprile storico…
«Sì, confermato ormai da tutti gli studi, che quasi più nessuno contesta. È una data assurta a simbolo della sconfitta del nazifascismo e della fine della dittatura. In realtà ci sono stati scontri per una decina di giorni ancora e spesso questo lo si dimentica».
E poi c’è un 25 aprile oggi…
«Certo, è il ricordo di quanto avvenuto, ma dev’essere anche un impegno ad attuare i valori della Resistenza»...
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