Nelle parole e nel cuore prima che con le armi

23 APR 25
Ultimo aggiornamento: 18:34 | 16 MAG 25
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Dal 4 aprile è in libreria “La Resistenza dei cristiani”, raccolta di scritti di don Primo Mazzolari curata dal professor Giorgio Vecchio, già docente di Storia contemporanea all’Università di Parma e responsabile del comitato scientifico della Fondazione don Primo Mazzolari di Bozzolo. Il libro è edito da EDB (128 pagine, costo 15 euro) e consente di approfondire il tema di don Primo resistente.
«La storia di questo libro – racconta il professore – è abbastanza semplice perché, nel 1965, Rienzo Colla, l’amico di don Primo Mazzolari nonché responsabile delle Edizioni La Locusta di Vicenza con la quale sono usciti moltissimi testi mazzolariani, pubblicò un libretto intitolato proprio “La Resistenza dei Cristiani”. Nel libro erano raccolti diversi articoli di don Primo pubblicati tra il 1945 e il 1955. Io ho ripreso quel testo, l’ho verificato, ho aggiunto alcuni brani, ho preparato l’introduzione e curato la pubblicazione. Sono tutti articoli, pubblicati su «Adesso» dal 1949 e alcuni precedenti su altri giornali. Non c’è nulla di inedito, non c’era neppure nel libro di Colla, ma è la ripresentazione di scritti di 70 anni fa ormai dimenticati».
Nella sua introduzione lei sottolinea che la sua fu una Resistenza cominciata prima delle armi, nel cuore e nella parola, nutrita di Vangelo e pietà per tutti, anche per chi sbagliava…
«Mazzolari è antifascista sin dall’inizio, questo deve essere molto chiaro. Manifesta il suo rifiuto ancora prima della marcia su Roma e lo fa per motivazioni anzitutto morali perché vede che questo movimento politico usa la violenza, l’intimidazione, nei confronti di chi non la pensa allo stesso modo. Ma non dimentichiamo che, da tempo, Mazzolari si colloca politicamente su un versante che oggi potremmo dire di “cattolicesimo democratico” . Sappiamo che contesta il Partito popolare fondato da don Sturzo nel 1919 e che raccoglie la gran parte dei cattolici perché - dice -  è troppo vincolato a interessi finanziari e clientelari. Non scende in politica, anzi ritiene che il prete non debba confondersi con la politica - ma la sua posizione è chiara. E il rifiuto del Fascismo parte da una valutazione morale»...
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