Dalla pena al volontariato

«Pronto, Luigi? C’è bisogno di una testimonianza per il giornale. Sei disponibile?». Al telefono è suor Maria Grazia. Presso la Casa dell’Accoglienza è lei che tiene i rapporti con chi svolge i lavori socialmente utili.
Dall’altra parte del cavo c’è invece Luigi di Cremona. In realtà, questo è un nome di fantasia. Preferisce mantenere l’anonimato.
Tantissimi anni fa ha commesso un errore, ok? Può capitare. Un errore che ha comportato lunghe traversie di tipo giudiziario. Su cui preferisce non tornare. «È una cosa che desidero dimenticare il prima possibile, pian piano sto cercando di lasciarmela alle spalle». Sa una cosa, però: che suo padre, dall’alto, lo ha protetto in questa brutta esperienza. È tutto ciò che si limita a dire in merito.
Luigi ha compreso lo sbaglio commesso, ha pagato tutto quello che c’era da pagare e ormai la questione sta giungendo a conclusione, anche da un punto di vista formale. Adesso si volta pagina. Ha una casa propria, un lavoro che gli piace, si è rifatto una vita.
Però ha anche scoperto una cosa meravigliosa. Di tutta questa faccenda è rimasta una luce bella nel cuore di Luigi, qualcosa cioè che non può dimenticare, perché in qualche modo gli ha cambiato l’esistenza.
Dopo l’errore, gli era stata inflitta una pena. Consisteva nello svolgere 120 ore di lavori socialmente utili presso la mensa interna della Caritas, che accoglie i migranti, ospiti della Casa dell’Accoglienza, diretta da don Pier Codazzi...
Dall’altra parte del cavo c’è invece Luigi di Cremona. In realtà, questo è un nome di fantasia. Preferisce mantenere l’anonimato.
Tantissimi anni fa ha commesso un errore, ok? Può capitare. Un errore che ha comportato lunghe traversie di tipo giudiziario. Su cui preferisce non tornare. «È una cosa che desidero dimenticare il prima possibile, pian piano sto cercando di lasciarmela alle spalle». Sa una cosa, però: che suo padre, dall’alto, lo ha protetto in questa brutta esperienza. È tutto ciò che si limita a dire in merito.
Luigi ha compreso lo sbaglio commesso, ha pagato tutto quello che c’era da pagare e ormai la questione sta giungendo a conclusione, anche da un punto di vista formale. Adesso si volta pagina. Ha una casa propria, un lavoro che gli piace, si è rifatto una vita.
Però ha anche scoperto una cosa meravigliosa. Di tutta questa faccenda è rimasta una luce bella nel cuore di Luigi, qualcosa cioè che non può dimenticare, perché in qualche modo gli ha cambiato l’esistenza.
Dopo l’errore, gli era stata inflitta una pena. Consisteva nello svolgere 120 ore di lavori socialmente utili presso la mensa interna della Caritas, che accoglie i migranti, ospiti della Casa dell’Accoglienza, diretta da don Pier Codazzi...
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