«Mai pensato di trasferirmi»

La sveglia suona alle 5. Poi, a piedi da casa alla stazione per prendere il treno del 6.15 per Milano centrale. Si scende a Rogoredo, si prende la metro e si cambia alla stazione Duomo per arrivare a Cadorna. Da qui, un ultimo tratto in autobus per raggiungere l’ufficio. «Se tutto va bene – continua Roberta Zuccoli, 56 anni, pendolare da quasi 30 anni – riesco a timbrare alle 8. Dipende anche da quale sede devo raggiungere. Lavoro come Orientatrice per Afol Metropolitana, azienda pubblica che gestisce i Centri per l’impiego a Milano, che ha diverse sedi e svolge attività di promozione dei servizi e recruitment (selezione del personale). In questo periodo, mi occupo di lavoro in Europa. La migliore sede, per me, è San Donato, ma ci vado solo una volta alla settimana. La tendenza, di certo involontaria, è di trovarmi una sede sempre più lontano dalla stazione centrale».
“Se tutto va bene” sottintende che, ogni tanto, c’è qualche ritardo…
«Va a periodi, ma ci sono giorni molto complicati con ritardi anche molto superiori ai 60 minuti. Se devo andare solo in ufficio, pazienza, recupero nei giorni successivi. Ma se ho programmato un incontro in una scuola, in una delle prime ore, del treno non mi fido e chiedo a un amico se può darmi un passaggio in auto»...
«Va a periodi, ma ci sono giorni molto complicati con ritardi anche molto superiori ai 60 minuti. Se devo andare solo in ufficio, pazienza, recupero nei giorni successivi. Ma se ho programmato un incontro in una scuola, in una delle prime ore, del treno non mi fido e chiedo a un amico se può darmi un passaggio in auto»...
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