«Il mio più bel gol»

Marco Nicoletti, classe 1959, ha giocato in serie A con due squadre: il Como e la Cremonese. Sulle rive del lago ci è arrivato in modo curioso, allo Zini ha giocato per 4 stagioni. In campo con il numero 9 nell’anno della storica promozione in A con Mondonico in panchina, ha giocato fino a che Mazzia, nella stagione 88-89, ha deciso che la coppia Chiorri-Nicoletti era da cambiare con Cinello-Bivi. Ma non era sacrilego mettere da parte Chiorri e Nicoletti? «Aveva ragione Mazzia – sentenzia Marco – perché, con quella nuova coppia di attaccanti, ha vinto la serie B. Ma a me è dispiaciuto parecchio… A tutte le cene glielo ricordo, deve essersi persino stufato. Ad anni di distanza mi sono chiesto se sarei potuto restare a fare la punta di riserva. Non so, sono sempre stato un po’ orgoglioso…Purtroppo la mia carriera, è finita lì, prima dei 30 anni. Avevo accettato di scendere in C perché il Vicenza offriva un buon contratto. Ma la società veneta è fallita, sono stato fermo un anno e ho ripreso con la Vogherese. Un altro gradino sotto, in serie D».
Di quella Cremo della promozione in A, in diversi hanno scelto di restare a Cremona. C’erano ragioni affettive: capitan Bencina aveva sposato una ragazza di Robecco, Bonomi una ragazza di San Michele, Garzilli era sempre a rimorchiare da Ugo (con grandi percentuali di successo). A tempo debito, Felice si è innamorato di una ragazza di Orzinuovi e hanno deciso di stabilirsi in città. Mario Nicoletti fa storia a sé: lui è tornato a Cremona 15 anni fa, per ragioni affettive, dopo aver girovagato a lungo...
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