«Ci vogliono divisi»

20 MAR 25
Ultimo aggiornamento: 18:33 | 16 MAG 25
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Si fa presto a dire “Europa”, ma darne una definizione precisa è già difficile per chi ci è nato e ci vive, figuriamoci per chi risieda oltreoceano.
Come, dunque, gli Stati Uniti vedono il Vecchio Continente, come ci considerano? Lo abbiamo chiesto ad un esperto in materia, Mauro della Porta Raffo, presidente onorario della Fondazione Italia-Usa.
Cosa pensano gli Stati Uniti dell’Europa? Sono tutti d’accordo col vicepresidente James David Vance, quando alla conferenza per la sicurezza di Monaco ci accusa di esserci allontanati dai nostri «valori fondamentali»?
«Vance è un grande intellettuale, un uomo eccezionale, straordinario e dobbiamo tenere conto di quello che dice, perché con ogni probabilità non sarà soltanto vicepresidente per questi quattro anni, ma potrebbe diventare presidente anche per gli otto a venire, quindi per i prossimi due mandati. Lui è il classico “prodotto” dell’Ohio: proviene da una famiglia segnata dal vizio e dalla dissolutezza, da cui lui è stato però capace di uscire. A Monaco ha semplicemente detto quello che i repubblicani della nuova generazione, che lui rappresenta, pensano non solo dell’Europa, ma anche dei Democratici americani. Il concetto di fondo è quello che io ripeto da sempre: non c’è nessuno meno democratico di un Democratico.
Guardi, in genere, gli europei, degli Stati Uniti, non capiscono assolutamente niente. Dovrebbero sapere, come diceva Indro Montanelli, quello che pensa il lattaio dell’Ohio o, come dico io, quello che pensa la casalinga di Boise, capitale dell’Idaho. Alla fine vincono i repubblicani, che non per niente hanno governato in tutto 24 anni in più rispetto ai democratici da quando si confrontano nel 1856, proprio perché prendono i voti del lattaio dell’Ohio e della casalinga di Boise. È talmente vero che gli altri Stati vengono definiti flyover States. ...
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