«Le ricette per rendere più forte la sicurezza di ogni Paese membro»

20 MAR 25
Ultimo aggiornamento: 20:33 | 16 MAG 25
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Mercoledì, la seduta a Montecitorio è stata sospesa a più riprese per la bagarre seguita all’accenno polemico della premier sul Manifesto di Ventotene. Come se lo spiega? In questo momento ci sono forti discussioni su ogni tema che riguardi l’Europa…
«Ero alla Camera, stavo seguendo la premier dalla TV – risponde Michele Bellini, segretario provinciale del Pd - Sono rimasto incredulo e mi sono chiesto: “L’ha detto davvero?” È stato vergognoso, indecente, che la Presidente del Consiglio abbia pronunciato quelle parole, ancora più grave farlo nel cuore della democrazia, resa possibile anche grazie ai visionari di Ventotene. Molto scorretto anche estrapolare a piacere le parole del Manifesto senza considerarne il contesto storico, il momento più buio delle dittature nazifasciste. Poi c’è anche un altro piano, altrettanto insopportabile: la premier ha preso di mira i padri fondatori dell’Europa per nascondere lo stop della Lega al piano europeo sulla difesa».

Che valutazione si sente di dare sulla manifestazione di sabato a Roma a favore dell’Europa? C’erano alcune posizioni diverse in piazza e sarebbero state di più se il tema fosse stato anche quello del riarmo, ma la voce a favore dell’Europa è sembrata avere un significato.
«L’Europa corre un rischio esistenziale. Per questo è essenziale distinguere due piani: il “perché” e il “come”. Il primo riguarda la domanda fondamentale: vogliamo salvare il progetto europeo e i valori che lo hanno sostenuto per 80 anni? La piazza di sabato ha detto “Sì” con forza. Il secondo è il “come” procedere, e qui è naturale che emergano visioni diverse. Soprattutto perché si parla di difesa, il tema più delicato, che tocca l’istinto primario di ogni società: garantire la sicurezza dei cittadini, senza la quale non esistono né libertà né benessere. Affrontarlo richiede responsabilità». ...
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