Costruttrice di pace ovunque

20 MAR 25
Ultimo aggiornamento: 18:33 | 16 MAG 25
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Sabato scorso Piero Carelli era in piazza Duomo. Lui come tanti altri cremaschi a manifestare ‘Per la pace e un’Europa unita’. Presidio organizzato dal gruppo ‘Costruttori di pace’ di cui Carelli fa parte. A lui abbiamo chiesto quale Europa vorrebbe.
«Un’Europa che riscopra lo spirito delle origini e diventi costruttrice di pace nel mondo. Un’impresa ardua, di sicuro. Ardua perché l’Europa non ha una sua politica estera, ma ben 27. Ardua perché i tempi di realizzazione di una Unione “politica” sarebbero lunghissimi. Tutto vero, ma questo non ha impedito all’Unione europea, senza cambiare i Trattati, di agire di fronte all’emergenza Covid come un unico soggetto. Come non le ha impedito, di fronte alla guerra in Ucraina di reagire, scegliendo all’unanimità di intervenire a fianco di Kiev, “come se” avesse una politica estera comune».
L’Europa è comunque impotente perché oggi è sempre più ai margini, anche a causa dell’emergere di nuove potenze economiche e politiche come la Cina, l’India e la Turchia?
«È vero, ma perché non potrebbe ritagliarsi un suo ruolo singolare nel panorama mondiale attingendo alla straordinaria sapienza diplomatica accumulata nei secoli del colonialismo (è arrivata ad avere il controllo di oltre l’80% delle popolazioni del pianeta!) e a quell’arte (la politica) della ricerca di un punto di equilibrio tra interessi diversi che ha sperimentato e affinato nei 70 anni di pace nella casa comune europea? Non sono queste le carte che potrebbe giocare puntando a disinnescare le tensioni prima che esse esplodano in conflitti armati?». ...
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