«Un’opportunità per aiutare gli altri»

Ha partecipato a tre Giornate Mondiali della Gioventù, due delle quali celebrate da Papa Benedetto XVI: la prima a Colonia, nel 2005, quando era adolescente; poi a Madrid, nel 2011, e infine a Rio de Janeiro, nel 2013. Oggi, Elisabetta Baronio, 36 anni, mamma di due bambini, vive a Dubai con la sua famiglia e lavora come responsabile della sostenibilità per un’azienda che costruisce data center. In questa intervista ci racconta la sua ultima GMG, la prima vissuta sotto il pontificato di Papa Francesco, in un ruolo del tutto inaspettato.
Lei ha partecipato a tre GMG. Ci può raccontare come ha vissuto queste esperienze?
«Ho partecipato alle prime GMG quando ero molto giovane, soprattutto la prima, e sono stata a Colonia e a Madrid. Sono andata come pellegrina, perciò con l’oratorio e con tutti i miei amici. È stata un’esperienza del tutto diversa rispetto a quella di Rio de Janeiro, nell’ormai lontano 2013, in cui ho partecipato come volontaria. I ricordi sono un po’ annebbiati perché è trascorso parecchio tempo, ma ricordo l’esperienza con tanta tenerezza, in quanto è stata in parte inaspettata. Il 2013 è stata l’anno della mia laurea, perciò tante cose erano in procinto di cambiare: ero più matura, più consapevole rispetto alle precedenti e stavo per entrare nel mondo degli adulti, del lavoro. Era quel periodo di transizione in cui mi sono chiesta “e adesso cosa faccio quest’estate?”». (...)
«Ho partecipato alle prime GMG quando ero molto giovane, soprattutto la prima, e sono stata a Colonia e a Madrid. Sono andata come pellegrina, perciò con l’oratorio e con tutti i miei amici. È stata un’esperienza del tutto diversa rispetto a quella di Rio de Janeiro, nell’ormai lontano 2013, in cui ho partecipato come volontaria. I ricordi sono un po’ annebbiati perché è trascorso parecchio tempo, ma ricordo l’esperienza con tanta tenerezza, in quanto è stata in parte inaspettata. Il 2013 è stata l’anno della mia laurea, perciò tante cose erano in procinto di cambiare: ero più matura, più consapevole rispetto alle precedenti e stavo per entrare nel mondo degli adulti, del lavoro. Era quel periodo di transizione in cui mi sono chiesta “e adesso cosa faccio quest’estate?”». (...)
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