«Analisi senza alzare i toni»

Fra le più antiche confederazioni di imprese attualmente attive, Confesercenti da oltre 50 anni è una delle principali associazioni imprenditoriali del Paese. Abbiamo chiesto al presidente della realtà che ha sede a Cremona, Gaia Fortunati, le sue considerazioni circa l’emergenza sicurezza che fa registrare quotidiani episodi di violenza, nel capoluogo ma non solo.
Presidente che ne pensa della situazione attuale, anche in qualità di titolare di un’attività?
«Il punto focale è nella percezione del problema, è nella paura che rompe gli equilibri di una cittadina tranquilla in cui, per fortuna, c’è poca delinquenza. Cremona non è abituata a episodi di questo genere, che per quanto gravissimi restano isolati, sui quali, però, occorre fare una riflessione. Dalle aggressioni di questi giorni vanno evidenziate più ampie dinamiche sociali che parlano di adolescenti fuori controllo, di abuso di alcol e sostanze, di genitori assenti, di difficile integrazione: cose che andrebbero analizzate, smorzando i toni, per evitare lo spirito di emulazione. Abbiamo assistito ad atti di microcriminalità, che sono stati prontamente arginati, ora dobbiamo andare avanti, senza paura e senza sostituirci alle forze dell’ordine, a ciascuno il suo lavoro». ...
Presidente che ne pensa della situazione attuale, anche in qualità di titolare di un’attività?
«Il punto focale è nella percezione del problema, è nella paura che rompe gli equilibri di una cittadina tranquilla in cui, per fortuna, c’è poca delinquenza. Cremona non è abituata a episodi di questo genere, che per quanto gravissimi restano isolati, sui quali, però, occorre fare una riflessione. Dalle aggressioni di questi giorni vanno evidenziate più ampie dinamiche sociali che parlano di adolescenti fuori controllo, di abuso di alcol e sostanze, di genitori assenti, di difficile integrazione: cose che andrebbero analizzate, smorzando i toni, per evitare lo spirito di emulazione. Abbiamo assistito ad atti di microcriminalità, che sono stati prontamente arginati, ora dobbiamo andare avanti, senza paura e senza sostituirci alle forze dell’ordine, a ciascuno il suo lavoro». ...
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