«Ho 1.750 mutuati. A rischio la loro libertà di scelta»

20 FEB 25
Ultimo aggiornamento: 18:32 | 16 MAG 25
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Il progetto di legge di riforma dei medici di medicina generale, i cosiddetti medici di famiglia, è ancora in fase di elaborazione. Di quelle 20 pagine nelle quali si troverebbero i passaggi salienti e che sono tenute ancora riservate, un concetto viene dato per sicuro: i nuovi medici di famiglia non avranno più un ruolo autonomo e in convenzione, ma diventeranno dipendenti dell’Asst di competenza. Su questo passaggio e sulle polemiche collegate al nuovo ruolo, prende posizione Francesco Crea, presidente della Cooperativa Cmt che ha soci medici di famiglia nella nostra provincia, a Brescia e in Brianza, con una cinquantina di associati. Francesco Crea è anche vicepresidente dell’Ordine dei medici cremonesi, ma non interviene nel dibattito a questo titolo. «Mi sento di lanciare questo allarme - afferma - perché da quel che apprendiamo dal progetto di riforma, intravedo alcuni rischi seri in prospettiva. Si traccia una linea che non ci piace affatto».
Francesco Crea ha 62 anni, esercita a Soresina dal 1999, ha lo studio presso il Polo Sanitario Nuovo Robbiani ed è Direttore Sanitario del Poliambulatorio La Rocca. Attualmente ha in carico 1.750 mutuati. Chiede: «Chi ha il coraggio di dire che lavoriamo solo 2 ore al giorno? Se venisse nel pomeriggio in questo studio vedrebbe una sessantina di pazienti. Se invece facessimo due passi per la città, vedrebbe che mi fermano sovente. Oltre al tempo previsto per le visite mediche, bisogna tenere conto della possibilità di essere contattato per telefono o via mail, della consultazione dei referti che arrivano a ciclo continuo, di tutta una serie di certificati da compilare (malattia, infortunio, invalidità, ingresso in strutture protette), delle visite a domicilio di pazienti fragili o con patologie per le quali non sono in condizioni di raggiungere lo studio, delle vaccinazioni ambulatoriali e domiciliari, delle campagne di screening e della gestione di molti portali. Insieme ai colleghi della mia forma associativa gestiamo i pazienti anticoagulati in Tao in collaborazione con il Cet di Cremona.
Cosa risponde a chi sostiene, invece, che guadagnate troppo? La tariffa è di 70 euro lordi per i primi 500 pazienti e 35 lordi per i restanti. L’insieme fa una bella cifra…
«Rispondo che, se davvero guadagnassimo troppo, come mai ogni anno si registrano sempre meno iscrizioni al corso? Quest’anno sui 500 posti disponibili in regione, il 45% è rimasto vacante. I critici ignorano che i medici di medicina generale affrontano in prima persona i costi per sostituzioni, uso di beni aziendali quali ambulatori, auto, strumentazione informatica, personale di studio, oneri di utenze, sorveglianza sanitaria e smaltimento dei rifiuti. Da convenzionati, non percepiscono tredicesima e trattamento di fine rapporto e la tassazione è una batosta». ...
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