«Più competitivi»

Il welfare non riguarda solo le singole aziende, bensì anche le associazioni di categoria. Come la Cna, che opera per garantire alle proprie imprese iscritte, anche alle più piccole, la possibilità di cogliere quest’opportunità.
Ne parliamo col direttore della Cna di Cremona, Marco Cavalli.
Direttore, come, secondo Lei, è possibile oggi definire il welfare?
«È fondamentale iniziare con una distinzione essenziale. Il welfare aziendale, in senso ampio, comprende l’insieme di benefit e iniziative che le imprese mettono a disposizione per supportare i propri lavoratori e lavoratrici con l’obiettivo di migliorare il loro benessere, sia in ambito lavorativo sia in ambito familiare. Questo concetto si suddivide in due categorie principali: welfare retributivo e welfare organizzativo. Il welfare retributivo include beni, servizi e rimborsi di cui il dipendente beneficia direttamente, come buoni pasto, rimborsi per spese scolastiche o sanitarie. Il welfare organizzativo, invece, si riferisce a vantaggi legati alla struttura e alle modalità di lavoro, come la flessibilità oraria o lo smart working, che migliorano l’esperienza lavorativa complessiva.
I fringe benefit rientrano nella prima categoria, rappresentando compensi che un’azienda offre ai propri dipendenti come parte del pacchetto retributivo. Questi benefici, spesso erogati sotto forma di buoni spesa, buoni carburante, gift card o voucher, mirano a migliorare la qualità di vita dei lavoratori».
Ne parliamo col direttore della Cna di Cremona, Marco Cavalli.
Direttore, come, secondo Lei, è possibile oggi definire il welfare?
«È fondamentale iniziare con una distinzione essenziale. Il welfare aziendale, in senso ampio, comprende l’insieme di benefit e iniziative che le imprese mettono a disposizione per supportare i propri lavoratori e lavoratrici con l’obiettivo di migliorare il loro benessere, sia in ambito lavorativo sia in ambito familiare. Questo concetto si suddivide in due categorie principali: welfare retributivo e welfare organizzativo. Il welfare retributivo include beni, servizi e rimborsi di cui il dipendente beneficia direttamente, come buoni pasto, rimborsi per spese scolastiche o sanitarie. Il welfare organizzativo, invece, si riferisce a vantaggi legati alla struttura e alle modalità di lavoro, come la flessibilità oraria o lo smart working, che migliorano l’esperienza lavorativa complessiva.
I fringe benefit rientrano nella prima categoria, rappresentando compensi che un’azienda offre ai propri dipendenti come parte del pacchetto retributivo. Questi benefici, spesso erogati sotto forma di buoni spesa, buoni carburante, gift card o voucher, mirano a migliorare la qualità di vita dei lavoratori».
Laura Martinelli è, nella Cna di Cremona, l’esperta dell’ambito Hr business partner. A Lei chiediamo: quando si inizia a parlare di welfare e cosa è cambiato nel corso degli anni?
«Direi che la legge di Stabilità 2016 è stata un punto di svolta per il welfare aziendale in Italia: la normativa ha introdotto agevolazioni fiscali per le aziende, che offrivano beni e servizi di welfare ai dipendenti come buoni pasto, servizi di assistenza sanitaria, formazione e contributi per la scuola dei figli. Oggi il welfare aziendale è un elemento sempre più diffuso, non solo nelle grandi imprese, ma anche nelle piccole e medie, grazie a piattaforme digitali che facilitano la gestione di questi servizi. Gli interventi spaziano dall’assistenza sanitaria integrativa al supporto per la conciliazione vita-lavoro fino a programmi di benessere psicofisico. Il welfare aziendale è ora considerato uno strumento strategico per migliorare il clima aziendale, aumentare la produttività e rispondere alle esigenze dei dipendenti, specialmente in un contesto lavorativo in rapida evoluzione». ...
«Direi che la legge di Stabilità 2016 è stata un punto di svolta per il welfare aziendale in Italia: la normativa ha introdotto agevolazioni fiscali per le aziende, che offrivano beni e servizi di welfare ai dipendenti come buoni pasto, servizi di assistenza sanitaria, formazione e contributi per la scuola dei figli. Oggi il welfare aziendale è un elemento sempre più diffuso, non solo nelle grandi imprese, ma anche nelle piccole e medie, grazie a piattaforme digitali che facilitano la gestione di questi servizi. Gli interventi spaziano dall’assistenza sanitaria integrativa al supporto per la conciliazione vita-lavoro fino a programmi di benessere psicofisico. Il welfare aziendale è ora considerato uno strumento strategico per migliorare il clima aziendale, aumentare la produttività e rispondere alle esigenze dei dipendenti, specialmente in un contesto lavorativo in rapida evoluzione». ...
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