«È un’annata super. La “fame” è ciò che fa la differenza»

Giacomo Gabbiani, 18 anni, è il bomber della Cremonese Primavera. All’esordio nel massimo campionato di categoria, ha segnato 19 gol nelle prime 18 partite ed è largamente in testa nella classifica cannonieri. La squadra, allenata da Elia Pavesi, dopo la cavalcata dello scorso anno, si trova all’undicesimo posto su 20 squadre e ha vinto 4 delle ultime 5 partite.
Che legami ha con il suo paese natale di Rivergaro?
«Sono legatissimo a Rivergaro. Lì ho le mie radici, gli amici e sempre lì ho mossi i miei primi passi nel mondo del pallone. Ad onor del vero iniziai con il rugby, ma dopo poco tempo decisi di cambiare per seguire alcuni miei amici che frequentavano la scuola calcio del paese. Nella mia vita Rivergaro gioca un ruolo importante».
«Sono legatissimo a Rivergaro. Lì ho le mie radici, gli amici e sempre lì ho mossi i miei primi passi nel mondo del pallone. Ad onor del vero iniziai con il rugby, ma dopo poco tempo decisi di cambiare per seguire alcuni miei amici che frequentavano la scuola calcio del paese. Nella mia vita Rivergaro gioca un ruolo importante».
Più sorpreso della posizione in classifica della squadra Primavera o del numero dei gol che ha segnato?
«Il campionato Primavera è molto competitivo e questo ci ha obbligati ad alzare il livello da subito. Nello stesso tempo sono sempre stato certo delle nostre potenzialità: restiamo con i piedi per terra però questo è un gruppo forte e coeso che non smette mai di voler imparare e crescere insieme. A livello personale, invece, speravo di poter far bene ma diciamo la verità: sta andando tutto oltre ogni mia aspettativa».
«Il campionato Primavera è molto competitivo e questo ci ha obbligati ad alzare il livello da subito. Nello stesso tempo sono sempre stato certo delle nostre potenzialità: restiamo con i piedi per terra però questo è un gruppo forte e coeso che non smette mai di voler imparare e crescere insieme. A livello personale, invece, speravo di poter far bene ma diciamo la verità: sta andando tutto oltre ogni mia aspettativa».
Brevilineo, scattante, opportunista. Quale altra caratteristica aggiungerebbe per spiegare che giocatore è Gabbiani ad un tifoso grigiorosso che, prima o poi, verrà a vederla giocare al Soldi?
«Direi che sono tutte caratteristiche molto azzeccate e attinenti. Ne aggiungerei un’altra: la “fame”. La voglia che io come i miei compagni ci mettiamo sempre, dagli allenamenti alla partita. Per un attaccante questa “fame” è il carburante necessario nel fare la differenza sottoporta. E io vivo per il gol».
«Direi che sono tutte caratteristiche molto azzeccate e attinenti. Ne aggiungerei un’altra: la “fame”. La voglia che io come i miei compagni ci mettiamo sempre, dagli allenamenti alla partita. Per un attaccante questa “fame” è il carburante necessario nel fare la differenza sottoporta. E io vivo per il gol».
Dalle immagini si nota la gioia che esprime dopo ogni gol. Non come Balotelli che sembrava quasi dispiaciuto di aver segnato. La corsa è quasi sempre verso la panchina, verso chi in particolare?
«Quando segno il mio primo pensiero è sempre rivolto al gruppo, ai miei 25-26 compagni di squadra. La corsa verso la panchina ha questo significato: il gol è per tutti loro, per i momenti trascorsi insieme, per il lavoro che (...)».
«Quando segno il mio primo pensiero è sempre rivolto al gruppo, ai miei 25-26 compagni di squadra. La corsa verso la panchina ha questo significato: il gol è per tutti loro, per i momenti trascorsi insieme, per il lavoro che (...)».
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