Cremona, “ricca” ma chiusa

9 GEN 25
Ultimo aggiornamento: 18:31 | 16 MAG 25
Immagine di Cremona, “ricca” ma chiusa
Cremona è una città culturalmente attiva e vivace, sotto molteplici aspetti. Ma com’è per un giovane viverla sotto questo aspetto? Per chi sta imparando a conoscerla, può davvero riservare sorprese piacevoli, ma deve ancora imparare a dare più spazio ai giovani. Ne è convinta Benedetta Broegg, 26 anni, studentessa di Musicologia, che vive la cultura sotto diverse sfaccettature. «Sono arrivata a Cremona un anno fa e me ne sono innamorata», racconta. «Mi piace definirla una bomboniera, una città piccola e preziosa, ricca di arte e di attività legate alla cultura, in ambito artistico e umanistico, ma soprattutto in ambito musicale. La qualità delle cose che vengono fatte è notevole».
La potremmo definire, quindi, una città ricca, sotto questo punto di vista?
«Le attività che vengono fatte sono tante e in disparati settori. In ambito artistico ci sono poesia, teatro, cinema, musica… è una città che sa ascoltare e se si vuole fare qualcosa c’è un territorio fertile».
Quanto è importante oggi fare cultura?
«Moltissimo. E farla bene è sempre una sfida. Però questo non deve porre limiti. Io preferisco vedere piuttosto degli orizzonti. Oggi il dramma dei nostri giorni è la mancanza di cultura e sono convinta che chi frequenta il mondo delle arti abbia una visione più ampia della vita, perché sa aprire la mente. Talvolta si considerano arte e bellezza come qualcosa di difficile accesso, perché spesso manca una guida. Per questo tra i miei obiettivi futuri c’è proprio quello della divulgazione: è importante che tuti possano accedere alla bellezza dell’arte».
Sotto questo aspetto, quali sono i punti di debolezza di Cremona?
«L’essere una città un po’ chiusa, diffidente. All’inizio si fa un po’ fatica a farsi strada. Per questo le istituzioni dovrebbero cercare di coinvolgere maggiormente i giovani nelle attività culturali, dando loro fiducia e la possibilità di mettersi in gioco. Se le porte vengono chiuse dall’inizio è più difficile».
Cosa vuol dire occuparsi di cultura oggi, in prima persona?
«Aristotele dice che la cultura è un ornamento nella buona sorte ma un rifugio nella avversa, e trovo che questa massima sia particolarmente adatta a noi giovani, anche in città come Cremona dove la cultura è radicata. E’ importante valorizzare quello che abbiamo. Purtroppo, però, spesso i giovani che si (...)».
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