«MdV, il segreto? Un gruppo di lavoro coeso»

26 DIC 24
Ultimo aggiornamento: 20:30 | 16 MAG 25
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L'accoglienza, gli incontri, l’ascolto, innanzitutto. «Si sente spesso dire che il Museo del Violino è uno scrigno di tesori: queste mura, certamente, racchiudono un patrimonio inestimabile - i 500 anni di storia dei violini che fanno grande nel mondo la piccola Cremona - ma anche una realtà ricca di vitalità che si alimenta nell’incontro tra persone, tra chi vi lavora e chi lo visita. Chi entra nel nostro Museo impara a conoscerlo e ad amarlo anche attraverso la passione che anima tutti noi e che, sono sicura, si percepisce anche all’esterno».
Virginia Villa, direttrice generale del Museo del Violino, è Cremonese dell’anno 2024 per la Cultura. Proprio quel Museo numero uno in città per numero di visitatori che, sorto nel 2013, Villa ha visto nascere e che ora sta traghettando nel secondo decennio di attività. Dall’esterno pragmatismo e capacità organizzativa rappresentano la sua cifra professionale, dalle sue parole però emergono anche tanta energia e passione e se c’è una parola chiave che aleggia lungo tutta l’intervista, questa è sicuramente “insieme”, perché, commenta Virginia Villa, «da soli non si va da nessuna parte. Se siamo arrivati a questi risultati - continua - il merito è, innanzitutto, di una Fondazione coesa e di una presenza di soci e di consiglieri non solo “istituzionale” ma viva e dinamica, sempre pronta a sviluppare idee e promuovere iniziative nuove. Non è un fatto secondario, inoltre, che i tre soci principali - Comune di Cremona, Fondazione Arvedi Buschini e Fondazione Stauffer -, siano anche proprietari di parte del patrimonio custodito dal Museo».
«Altra cosa che mi preme sottolineare - spiega ancora Villa - è che da sola non sarei riuscita a fare nulla. Quindi ringrazio per il Premio ma non posso non condividerlo con tutti i dipendenti. Senza il nostro gruppo di lavoro il Museo non sarebbe la realtà che è oggi. Scelti con cura e sempre presenti, i nostri dipendenti non hanno mai smesso di studiare e aggiornarsi. Questo vuol dire non solo fare seriamente il proprio lavoro ma anche amarlo e metterci entusiasmo perché lo si avverte come una parte integrante della propria vita»...
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