“Il capitano” d’argento nella piscina di Parigi

Efrem Morelli ha già un fitto calendario di inviti, pieno fino a febbraio 2025. È il contrappeso alla notorietà dovuta all’argento alle Paralimpiadi di Parigi. «Non ho il minimo dubbio al riguardo – spiega – e sono anche contento di tutti questi riconoscimenti. Ma quando, in queste cerimonie, mi danno la parola, sono sempre un po’ a disagio: non mi considero un oratore».
Quante volte ha rivisto la finale olimpica dei 50 rana?
«Solo un paio di volte perché, in realtà, non ne ho bisogno: ricordo bene tutta la gara».
Prima dei Giochi aveva detto: “ci sono troppe incognite, potrei arrivare primo oppure quinto”.
«Parigi era la mia quinta Olimpiade e conosco come sia difficile fare delle previsioni in queste grandi manifestazioni. Ho realizzato lo stesso tempo di Tokyo, 49”41: a Parigi è valso la medaglia d’argento mentre in Giappone sono arrivato quarto»...
«Solo un paio di volte perché, in realtà, non ne ho bisogno: ricordo bene tutta la gara».
Prima dei Giochi aveva detto: “ci sono troppe incognite, potrei arrivare primo oppure quinto”.
«Parigi era la mia quinta Olimpiade e conosco come sia difficile fare delle previsioni in queste grandi manifestazioni. Ho realizzato lo stesso tempo di Tokyo, 49”41: a Parigi è valso la medaglia d’argento mentre in Giappone sono arrivato quarto»...
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