«Una volta uscito racconterò che si può cambiare»

19 DIC 24
Ultimo aggiornamento: 18:30 | 16 MAG 25
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Alla fine il bivio: i detenuti tornano in cella, gli studenti prendono la via dell’uscita dalla Casa Circondariale di Cremona. Ma l’incontro, che ha vissuto anche momenti intensi, ha il merito di aver offerto interessanti spunti di riflessione che non si esauriscono - almeno questo è l’augurio - nell’arco di una mattinata. Volti e parole che non si dimenticano. Io sono l’altro, canta Nicolò Fabi in un video, "sono quello che spaventa"... sì, eppure questi volti ci sono familiari. Conoscere, attraverso le parole dei detenuti, la sofferenza di chi è privato della libertà ma anche il loro percorso nella ricerca di una presa di coscienza degli errori commessi in vista del reinserimento nella società (come previsto dall’Articolo 27 della Costituzione), confrontarsi con il loro desiderio di ricominciare, di rifarsi una vita, e con la dedizione delle associazioni e dei volontari che ruotano intorno a questo complicato mondo permette di recuperare il senso del ruolo di una comunità: realtà diverse che possono però procedere insieme attraverso la costruzione di ponti e sinergie.
Così è parso in occasione di “Freed up time. Tempo liberato”, evento organizzato dalla Casa Circondariale di Cremona con il Circolo Acli di Casalmaggiore nell’ambito dell’annuale Festival dei Diritti del CSV Lombardia Sud....
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