«Far luce su Chi confido, Ogni giorno ricevo doni»

19 DIC 24
Ultimo aggiornamento: 20:3016 MAG 25
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Don Luciano Massari, 54 anni compiuti da poco, è originario di Pizzighettone. È stato ordinato sacerdote nel 1994. Dopo diverse esperienze in parrocchia, ha incontrato un sacerdote milanese, mons. Franco Brovelli, all’epoca collaboratore del card. Martini.
Questi ad un certo punto gli ha fatto una proposta: c’era bisogno di un sacerdote all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Il Vescovo di Cremona, che allora era mons. Dante Lafranconi, ha accettato. Così, nel settembre 2013, don Luciano si è ritrovato ad imparare ex novo il significato della sua vita sacerdotale in un ambito tanto particolare. Non all’estero in qualche missione, ma tra centinaia di pazienti distribuiti su otto piani, oltre a tre seminterrati destinati alle cure. L’ultimo piano, il nono, è quello dove è stata allestita una cappella: qui ogni giorno si celebra la S. Messa.

Agli inizi è giunto in reparto dopo aver ricevuto una preparazione mirata?
«Sono giunto digiuno di qualsiasi modalità di approccio, semplicemente con il mio buon senso. Molto presto ho capito che questo non era sufficiente, perché qui nessuno si rifiutava di scambiare una parola, però facevo fatica. Così ho frequentato per quattro anni una scuola di counselor a Verona, che mi è servita, perché, al di là della formazione psicologica che mi ha fornito, mi ha messo in grado di aiutare in termini di umanità ad affrontare l’oggi con le forze che abbiamo. Non possiamo indossare delle maschere: di fronte alla morte o alla malattia grave, dobbiamo far luce a ciò in cui confidiamo realmente»...
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