La forza di lottare

«Affrontare il percorso con tanta positività e coraggio, partendo dall’idea che ce la si può fare», dice Marta (nome di fantasia, ndr). Dieci anni fa l’inizio della sua lotta contro un tumore al seno. Questo è il suo racconto. Quello che segue è il racconto di quel periodo.
Quando ha scoperto del tumore?
«Avevo il sospetto da tempo, ma ritenni più importante curare due familiari anziché me stessa. A dicembre 2012, siccome mi ero accorta di avere un buchino, mi decisi a fare un’ecografia alle Figlie di San Camillo. Dopo l’esame, la dottoressa mi consigliò di sentire subito il dottor Bottini che mi confermò che la cosa era seria. Così, alla Breast Unit dell’Ospedale Maggiore, mi sottoposi nello stesso mese a biopsia e mammografia, i cui risultati mi furono consegnati a fine gennaio 2013 dall’oncologa Carla Strina,dottoressa che oggi posso dire molto preparata, anche dal punto di vista psicologico: si trattava di un carcinoma aggressivo nella parte destra con possibilità di sparare metastasi in tutto il corpo, mentre nell’altra c’era qualcosa di indefinito»...
«Avevo il sospetto da tempo, ma ritenni più importante curare due familiari anziché me stessa. A dicembre 2012, siccome mi ero accorta di avere un buchino, mi decisi a fare un’ecografia alle Figlie di San Camillo. Dopo l’esame, la dottoressa mi consigliò di sentire subito il dottor Bottini che mi confermò che la cosa era seria. Così, alla Breast Unit dell’Ospedale Maggiore, mi sottoposi nello stesso mese a biopsia e mammografia, i cui risultati mi furono consegnati a fine gennaio 2013 dall’oncologa Carla Strina,dottoressa che oggi posso dire molto preparata, anche dal punto di vista psicologico: si trattava di un carcinoma aggressivo nella parte destra con possibilità di sparare metastasi in tutto il corpo, mentre nell’altra c’era qualcosa di indefinito»...
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