«Impensierito e molto perplesso»

Approvato in via definitiva al Senato lo scorso 20 novembre e pubblicato il 29 sulla «Gazzetta Ufficiale» il nuovo Codice della Strada entrerà in vigore il 14 dicembre. Cosa cambia a Cremona? Lo chiediamo all’assessore alla Mobilità, Luca Zanacchi, che, nelle regole introdotte, vede luci ed ombre.
Cosa non gradisce?
«Per certi versi il nuovo Codice impensierisce, in alcuni punti lascia perplessi. Ad esempio, fissando a 50 km/h, anche in centro, il limite minimo di velocità rilevabile tramite apparecchiature di controllo elettronico non accompagnate da una pattuglia della Polizia, non è possibile multare gli automobilisti, che nelle Zone 30 non rispettino il limite. Noi abbiamo moltissime zone residenziali col limite dei 30 chilometri orari, perfettamente segnalate, a differenza di quel che avviene in altre città. I comitati di quartiere ce ne stanno costantemente chiedendo altre. Ma, per strutturarle in modo efficace, non basta un’ordinanza, né basta cambiare la segnaletica: occorre pensare ad una serie di interventi, come il restringimento delle carreggiate, tali da obbligare l’automobilista a rallentare. Su questo stiamo facendo delle riflessioni, perché ci sono punti della città con criticità che impattano molto sulla qualità della vita, come a Cavatigozzi. Alcuni interventi li abbiamo già fatti, ad esempio gli attraversamenti pedonali protetti posizionati in via del Giordano ed in via Postumia, all’ingresso della città: stanno funzionando, rallentano la velocità delle automobili, ma non il traffico, che resta scorrevole, generando sicurezza sull’utenza debole. Andremo avanti così: all’interno delle città non si è in un autodromo. La direzione giusta consiste nel ridurre sempre più incidenti, emissioni e rumori». (...)
«Per certi versi il nuovo Codice impensierisce, in alcuni punti lascia perplessi. Ad esempio, fissando a 50 km/h, anche in centro, il limite minimo di velocità rilevabile tramite apparecchiature di controllo elettronico non accompagnate da una pattuglia della Polizia, non è possibile multare gli automobilisti, che nelle Zone 30 non rispettino il limite. Noi abbiamo moltissime zone residenziali col limite dei 30 chilometri orari, perfettamente segnalate, a differenza di quel che avviene in altre città. I comitati di quartiere ce ne stanno costantemente chiedendo altre. Ma, per strutturarle in modo efficace, non basta un’ordinanza, né basta cambiare la segnaletica: occorre pensare ad una serie di interventi, come il restringimento delle carreggiate, tali da obbligare l’automobilista a rallentare. Su questo stiamo facendo delle riflessioni, perché ci sono punti della città con criticità che impattano molto sulla qualità della vita, come a Cavatigozzi. Alcuni interventi li abbiamo già fatti, ad esempio gli attraversamenti pedonali protetti posizionati in via del Giordano ed in via Postumia, all’ingresso della città: stanno funzionando, rallentano la velocità delle automobili, ma non il traffico, che resta scorrevole, generando sicurezza sull’utenza debole. Andremo avanti così: all’interno delle città non si è in un autodromo. La direzione giusta consiste nel ridurre sempre più incidenti, emissioni e rumori». (...)
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