«Arrivo a 160 consegne al giorno»

Mi chiamo Federico De Angelis, ho 43 anni e negli ultimi 2 mi sono immerso nel mondo delle consegne, entrando in contatto con diverse realtà che dominano il mercato del settore.
Ho iniziato la mia carriera di “consegnatore” come rider, provando ad entrare in tutte le aziende di food delivery o simili presenti in città per capirne il sistema e valutare poi la più conveniente. Le ragioni che mi hanno attratto verso questo mondo sono principalmente due: il tipo di attività e la possibilità di lavorare quando e quanto voglio, senza particolari vincoli.
Sono riuscito ad entrare in diverse aziende: Pony u, Food Racers, Everli, Glovo e Deliveroo. Potrei descrivere le caratteristiche di ognuna, spiegando nei dettagli vantaggi e criticità. Più l’azienda è grande, più si perde l’intermediazione umana. Questo è sicuramente il punto più negativo. Nel caso di Glovo e Deliveroo, riuscire ad interagire con un essere vivente è un’ardua impresa, tanto che, quando succede, ci si chiede se sia vero o sia un drone (come nel film Blade Runner).
Il sistema è organizzato in maniera piuttosto efficace attraverso delle app che riescono a collegare i tre anelli della catena: cliente, partner e rider.
Il cliente, entrando nella piattaforma, trova varie opzioni di ristoranti o supermercati con consegna a domicilio, deve solo scegliere ed in poco tempo si ritrova il rider alla porta con l’ordine selezionato. Tutto questo funziona molto bene fino a quando non sopraggiungono imprevisti che richiederebbero un’immediata comunicazione con l’assistenza.
Le chat sono decisamente poco funzionali e la possibilità di parlare con qualcuno è pressoché inesistente. Rimane la strada dell’e-mail, che non offre però una rapida risoluzione alle problematiche che possono emergere.
Devo però dire che il lavoro è tranquillo e semplice e permette, a mio avviso, di avere un’entrata dignitosa ed adeguata, in funzione alla propria disponibilità. Chiaramente la possibilità di guadagno in una città (...).
Ho iniziato la mia carriera di “consegnatore” come rider, provando ad entrare in tutte le aziende di food delivery o simili presenti in città per capirne il sistema e valutare poi la più conveniente. Le ragioni che mi hanno attratto verso questo mondo sono principalmente due: il tipo di attività e la possibilità di lavorare quando e quanto voglio, senza particolari vincoli.
Sono riuscito ad entrare in diverse aziende: Pony u, Food Racers, Everli, Glovo e Deliveroo. Potrei descrivere le caratteristiche di ognuna, spiegando nei dettagli vantaggi e criticità. Più l’azienda è grande, più si perde l’intermediazione umana. Questo è sicuramente il punto più negativo. Nel caso di Glovo e Deliveroo, riuscire ad interagire con un essere vivente è un’ardua impresa, tanto che, quando succede, ci si chiede se sia vero o sia un drone (come nel film Blade Runner).
Il sistema è organizzato in maniera piuttosto efficace attraverso delle app che riescono a collegare i tre anelli della catena: cliente, partner e rider.
Il cliente, entrando nella piattaforma, trova varie opzioni di ristoranti o supermercati con consegna a domicilio, deve solo scegliere ed in poco tempo si ritrova il rider alla porta con l’ordine selezionato. Tutto questo funziona molto bene fino a quando non sopraggiungono imprevisti che richiederebbero un’immediata comunicazione con l’assistenza.
Le chat sono decisamente poco funzionali e la possibilità di parlare con qualcuno è pressoché inesistente. Rimane la strada dell’e-mail, che non offre però una rapida risoluzione alle problematiche che possono emergere.
Devo però dire che il lavoro è tranquillo e semplice e permette, a mio avviso, di avere un’entrata dignitosa ed adeguata, in funzione alla propria disponibilità. Chiaramente la possibilità di guadagno in una città (...).
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI' 5 DICEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT