Operativi per migliorare i servizi alla navigazione

Alessio Picarelli, dirigente della Direzione Navigazione interna di AIPo (Associazione Interregionale per il fiume Po), approfondisce il tema della navigazione e del trasporto fluviale locale: tra infrastrutture, ambiente e progetti futuri.
A livello di trasporto merci, nel territorio, quanto incide la via fluviale?
«È chiaro che, rispetto ai grandi numeri nazionali e regionali, i trasporti tramite la navigazione fluviale hanno un’incidenza ridotta, perché parliamo di alcune migliaia di tonnellate rispetto ai milioni che percorrono strade e ferrovie. Ma, a livello locale, soprattutto per Cremona e Mantova, la navigazione commerciale è molto importante per i trasporti di carichi eccezionali e ha margini per essere ulteriormente potenziata. Possiamo definirla una nicchia del mercato, ma ad alto valore economico e strategico per il nostro Paese, perché consente l’esportazione di grandi manufatti prodotti dalle aziende lombarde, che sono leader della meccanica industriale nel mondo. Come dicevo, il potenziale di traffico dai porti lombardi è molto superiore rispetto ai numeri attuali e per questo si sta lavorando per rendere più competitivo il sistema idroviario, così che si possano intercettare quote significative dei flussi di merce regionali».
«È chiaro che, rispetto ai grandi numeri nazionali e regionali, i trasporti tramite la navigazione fluviale hanno un’incidenza ridotta, perché parliamo di alcune migliaia di tonnellate rispetto ai milioni che percorrono strade e ferrovie. Ma, a livello locale, soprattutto per Cremona e Mantova, la navigazione commerciale è molto importante per i trasporti di carichi eccezionali e ha margini per essere ulteriormente potenziata. Possiamo definirla una nicchia del mercato, ma ad alto valore economico e strategico per il nostro Paese, perché consente l’esportazione di grandi manufatti prodotti dalle aziende lombarde, che sono leader della meccanica industriale nel mondo. Come dicevo, il potenziale di traffico dai porti lombardi è molto superiore rispetto ai numeri attuali e per questo si sta lavorando per rendere più competitivo il sistema idroviario, così che si possano intercettare quote significative dei flussi di merce regionali».
Gli eventi atmosferici, che caratterizzano (anche) la zona cremonese, quanto incidono sulla navigazione e, quindi, sul settore del trasporto fluviale?
«Se per eventi atmosferici intendiamo quelli estremi che abbiamo registrato negli ultimi anni, occorre dire che la navigazione teme la siccità prolungata, perché al di sotto di certe portate d’acqua non ci sarebbero le condizioni fisiche necessarie per avere fondali adeguati per le navi commerciali. Approfitto per dire che con le magre eccezionali, come per il 2022, non si può parlare di bassi fondali rimovibili con azioni di dragaggio localizzate, ma di una condizione presente su tutto il fiume. Su questo tema c’è una riflessione ormai generale a livello europeo perché i cambiamenti climatici impattano su tutte le infrastrutture di trasporto e soprattutto sulle vie navigabili in acqua interne. Sono allo studio interventi di adattamento a queste condizioni estreme.
Per contro, la navigazione soffre poco gli eventi di piena, che sul fiume Po durano relativamente poco tempo e producono un fermo del traffico solo di qualche giorno all’anno». (...)
«Se per eventi atmosferici intendiamo quelli estremi che abbiamo registrato negli ultimi anni, occorre dire che la navigazione teme la siccità prolungata, perché al di sotto di certe portate d’acqua non ci sarebbero le condizioni fisiche necessarie per avere fondali adeguati per le navi commerciali. Approfitto per dire che con le magre eccezionali, come per il 2022, non si può parlare di bassi fondali rimovibili con azioni di dragaggio localizzate, ma di una condizione presente su tutto il fiume. Su questo tema c’è una riflessione ormai generale a livello europeo perché i cambiamenti climatici impattano su tutte le infrastrutture di trasporto e soprattutto sulle vie navigabili in acqua interne. Sono allo studio interventi di adattamento a queste condizioni estreme.
Per contro, la navigazione soffre poco gli eventi di piena, che sul fiume Po durano relativamente poco tempo e producono un fermo del traffico solo di qualche giorno all’anno». (...)
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