Poche, ma vincenti

Nel suo palmares “senior” figurano due ori agli Europei di ciclismo su pista e un bronzo ai Mondiali, ai quali si è aggiunta, lo scorso 20 marzo, la medaglia d’oro al Mondiale di paraciclismo di Rio de Janeiro, al quale ha partecipato come guida della ciclista ipovedente Chiara Colombo. Ma ad approfondire la sua storia, la sua carriera e il “suo” ciclismo ci pensa lei stessa, Elena Bissolati, 27 anni, originaria di San Giovanni in Croce, ciclista da vent’anni, attualmente tra le fila della Biesse-Carrera di Ghedi.
Ripercorriamo le tappe fondamentali...
«Ho iniziato grazie a mio fratello, Marco, e all’età di 7 anni ho mosso i primi passi in una squadra di Breda Cisoni. Nelle categorie giovanili ho preso questa storia del ciclismo un po’ per gioco, provando a praticare anche altri sport. A 13/14 anni sono arrivate le prime convocazioni in nazionale, ma i cambiamenti più significativi li ho vissuti dai 17 anni in poi, con il passaggio alle categorie professionistiche. Da “junior” praticavo sia su strada che su pista, con un occhio di riguardo a quest’ultima, più adatta alla mia costituzione. Con il passaggio alla categoria “élite” mi hanno consigliato il passaggio definitivo alla pista e alle gare veloci. Da lì ho vissuto quattro anni di solo pista. Un anno e mezzo fa, poi, mi è stata proposta l’occasione di far parte nazionale paralimpica, come guida di una ragazza ipovedente. E sono tornata a correre anche in strada. A livello di risultati, già nella carriera in singolo ne avevo raggiunti diversi di valore, come due vittorie agli Europei e un bronzo ai Mondiali. Da quando sono passata al tandem, con Chiara Colombo, abbiamo conquistato un argento, l’anno scorso, e un oro, quest’anno, ai Mondiali di paraciclismo su pista, nella specialità Team sprint mix, alla quale si partecipa con due tandem, uno femminile e uno maschile. Formazione composta da: Elena Bissolati, Chiara Colombo, Stefano Meroni e Francesco Ceci». (...)
«Ho iniziato grazie a mio fratello, Marco, e all’età di 7 anni ho mosso i primi passi in una squadra di Breda Cisoni. Nelle categorie giovanili ho preso questa storia del ciclismo un po’ per gioco, provando a praticare anche altri sport. A 13/14 anni sono arrivate le prime convocazioni in nazionale, ma i cambiamenti più significativi li ho vissuti dai 17 anni in poi, con il passaggio alle categorie professionistiche. Da “junior” praticavo sia su strada che su pista, con un occhio di riguardo a quest’ultima, più adatta alla mia costituzione. Con il passaggio alla categoria “élite” mi hanno consigliato il passaggio definitivo alla pista e alle gare veloci. Da lì ho vissuto quattro anni di solo pista. Un anno e mezzo fa, poi, mi è stata proposta l’occasione di far parte nazionale paralimpica, come guida di una ragazza ipovedente. E sono tornata a correre anche in strada. A livello di risultati, già nella carriera in singolo ne avevo raggiunti diversi di valore, come due vittorie agli Europei e un bronzo ai Mondiali. Da quando sono passata al tandem, con Chiara Colombo, abbiamo conquistato un argento, l’anno scorso, e un oro, quest’anno, ai Mondiali di paraciclismo su pista, nella specialità Team sprint mix, alla quale si partecipa con due tandem, uno femminile e uno maschile. Formazione composta da: Elena Bissolati, Chiara Colombo, Stefano Meroni e Francesco Ceci». (...)
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